MESSINA. Le autostrade A18 e A20 «allo stato attuale non possono ritenersi percorribili con adeguati standard di sicurezza». È la conclusione della relazione firmata il 9 ottobre da Placido Migliorino, ingegnere e dirigente dell’Ufficio ispettivo territoriale di Roma del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dopo i sopralluoghi organizzati per verificare l’attuazione delle misure urgenti richieste al Consorzio per le Autostrade Siciliane.
Al centro del documento ci sono le condizioni di barriere di sicurezza, viadotti, gallerie e segnaletica, ma anche i ritardi negli interventi che avrebbero dovuto ridurre i rischi nell’attesa dei lavori strutturali. Le prescrizioni erano state definite nella relazione del 3 settembre, con trenta giorni di tempo per avviarle: la scadenza era lo scorso 3 ottobre.
Le verifiche successive restituiscono un quadro che, secondo l’ispettore, richiede misure più restrittive per consentire la circolazione. La criticità principale riguarda secondo la relazione riguarda le barriere di primo impianto, ancora presenti in numerose tratte. Migliorino le descrive come vetuste e non rispondenti alla funzionalità richiesta per contenere i veicoli che escono dalla loro traiettoria. Nelle conclusioni, la relazione segnala la realizzazione di bande rumorose soltanto in alcuni tratti della A18, con interventi comunque incompleti per la mancanza della segnaletica relativa a divieti e obblighi. Nelle altre tratte individuate, invece, non risultano avviate le misure richieste per questo problema.
Le prescrizioni di settembre prevedevano, tra l’altro, un distanziamento di almeno 200 metri tra i mezzi, il divieto di sorpasso per i mezzi pesanti e limiti di velocità differenziati, con 60 km/h per quelli di massa superiore a 7,5 tonnellate e 90 km/h per quelli di massa inferiore.
Alla luce dei ritardi, Migliorino ritiene adeguato alle circostanze un limite di 60 km/h per mitigare il rischio di incidenti gravi legato al mancato contenimento delle barriere. Tra le tratte con maggiore criticità, indica la Buonfornello–Cefalù, esclusa la parte centrale con barriere già riqualificate, la Sant’Agata–Messina sulla A20 e la Messina–Giarre sulla A18.
“Sarà il CAS -scrive il dirigente- a individuare le restrizioni necessarie, procedendo qualora ritenuto necessario anche alla interdizione totale al traffico”. La relazione, dunque, prospetta anche questa possibilità, ma non dispone direttamente la chiusura delle autostrade.
Un altro capitolo riguarda le gallerie, dove il Consorzio ha avviato le procedure per affrontare le criticità. Il documento richiama ordini di servizio per lavori ai portali e verifiche dei giunti in dodici gallerie della A20 e in una della A18, oltre all’avvio delle misurazioni sull’illuminazione. L’ispettore si riserva però di valutarne i risultati.
Restano, intanto, tunnel con numerose lampade spente o assenti, superfici interne non lavate e segnaletica orizzontale che riflette insufficientemente la luce. Sulla A20 vengono indicate Calavà e Petraro in entrambe le direzioni; Mongiove verso Messina; Castello, Olivieri e Portale verso Palermo. Tra Milazzo e Messina sono segnalate Calamo e San Giovanni in entrambe le direzioni; Villafranca, San Biagio, Bordonaro e Spadalara verso Palermo; Telegrafo e Perara verso Messina. Sulla A18 il rilievo riguarda la Guido Mandri verso Catania.
Per queste gallerie, secondo Migliorino, non sussistono allo stato delle verifiche le condizioni minime per una circolazione sicura. Il termine del 31 dicembre 2026, indicato per completare le attività sulle gallerie, viene distinto nel testo dalle situazioni di maggiore pericolosità, che richiedono interventi urgenti.
Per i viadotti, la relazione segnala misure non avviate e un intervento incompleto sul Pietra Perciata. Un richiamo specifico riguarda Linera, Fago e Platani, tra Giarre e Catania: qui le misure avrebbero dovuto procedere indipendentemente da quelle sulle barriere, già riqualificate, ma l’ispettore non ha riscontrato attività in merito.
Il fabbisogno complessivo per l’adeguamento strutturale e funzionale delle infrastrutture, richiamato dalla precedente relazione di aprile, è di circa 5,5 miliardi di euro da finanziare in dieci anni. Le sole misure urgenti di mitigazione erano invece stimate in 32,5 milioni.
Infine, il documento rileva ritardi anche nella riorganizzazione del CAS: oltre alla nomina di un dirigente facente funzioni il 18 settembre, Migliorino non riscontra novità rispetto alla verifica precedente. Non risultano conclusi i concorsi per dirigenti e funzionari, né avviata una riorganizzazione interna per gestire le risorse che, secondo la relazione, sarebbero già state destinate dalla Regione Siciliana.



