MESSINA. L’Atm Messina spa è nel mirino di sindacati e del consigliere comunale Alessandro Russo: nell’arco di pochi giorni, l’azienda di trasporti è stata oggetto di una richiesta di “richiesta di intervento” da parte di Uil, Cgil indirizzata al Commissario straordinario Leonardo Santoro e alla Corte dei Conti, e di un esposto all’Agenzia nazionale anticorruzione (Anac) da parte del consigliere democratico. Due atti che hanno un comune denominatore: le assunzioni dell’azienda trasporti. I due sindacati confederali hanno indirizzato un documento all’attenzione del commissario, della Corte dei Conti di Palermo e della segretaria generale del comune di Messina Rossana Carrubba. Uil e Cgil hanno attaccato l’azienda rispetto il nuovo bando per l’assunzione di due direttori, uno tecnico e uno amministrativo. Infatti, secondo le due sigle: «Risulta alle scriventi che siano già in forza all’Atm Spa dipendenti con la qualifica di funzionario, sia nel settore amministrativo (due le unità in organico) e sia nel settore esercizio (due unità nel settore tranvia e ben tre al settore gommato) le quali in verità della normativa vigente sono bastevoli per ricoprire le funzioni e le responsabilità richieste per l’esercizio di Atm Spa, e pertanto sarebbero superflui gli ulteriori due ruoli dirigenziali posti a bando con l’avviso di selezione in oggetto, che rappresenterebbero pertanto degli aggravi di spesa dell’azienda pubblica partecipa del Comune di Messina. […] Anche le attività di gestione dei fondi legati ai progetti del PNRR, per le quali l’azienda rileverebbe la necessità di queste due nuove qualifiche dirigenziali, ci risulta che le stesse possano rientrare nelle competenze del direttore generale, figura già in organico ad Atm Spa.» Diverso è, invece, l’attacco sferrato dal democratico Russo che prende di mira, invece, le assunzioni a tempo indeterminato degli autisti avvenute attraverso un bando pubblicato nell’ottobre 2020 da parte dell’azienda trasporti. Nello specifico, il consigliere Alessandro Russo «ha avuto modo di consultare atti di gara ottenuti – previa regolare richiesta di accesso agli atti –  da candidati non selezionati alla selezione pubblica bandita da Atm SpA municipalizzata finalizzata alla formazione di una long list della durata di 24 mesi, per ricoprire la mansione di “autoferrotranvieri” – parametro 140 –  a tempo indeterminato». In sintesi, l’esposto riguarderebbe nel dettaglio il caso dell’assunzione di quattro candidati che non avrebbero avuto i titoli e requisiti necessari o che hanno dichiarato il falso nella presentazione della candidatura. Inoltre, l’esposto all’Anac coinvolge in parte anche le modalità della selezione: visto il numero di domande per i ruoli banditi, l’azienda ha dovuto indire una prova pre-selettiva, la quale si sarebbe svolta con refusi e con problematiche nella formulazione dei quesiti. Nel particolare, ad un candidato, che ha riscontrato problemi nella prima data della selezione, gli è stato richiesto da parte dell’azienda esterna a cui era stato affidato il servizio della pre-selezione di affrontare una seconda prova.  «Ha affrontato la seconda prova – scrive Russo nell’esposto – e si è subito reso conto che mentre nella prima convocazione i quiz erano attinenti al programma indicato nel bando e nettamente semplici e accessibili, questa seconda volta le domande erano più complesse e con evidenti sperequazioni rispetto alle prescrizioni contenute nel bando ovvero: “…la prova pre-selettiva consisterà in un test di tipo psico-attitudinale di ragionamento verbale astratto, logico, spaziale e numerico”. Nella specie i test affrontati contenevano per lo più domande numeriche  molto più insidiose, e soprattutto nessuna nessuna “domanda spaziale”, così come prescritto nel regolamento. In data 24.07.21 ATM SpA procedeva a pubblicare l’elenco dei candidati ammessi alla prova pratica secondo la posizione loro ottenuta, con il punteggio complessivo rappresentato dai punti riportati per i titoli e il punteggio ottenuto dai test.» Le anomalie contestate nell’esposto sono già state oggetto di quattro ricorsi depositati presso il tribunale del lavoro di Messina. Infine, Alessandro Russo richiede: «Di voler disporre opportuni accertamenti in ordine ai fatti, così come sopra sono stati esposti in narrativa, valutando eventuali profili d’illiceità penale degli stessi e, nel caso, individuare percorsi correttivi, di cautela e di tutela degli interessi della Pubblica Amministrazione e conseguentemente dei candidati coinvolti.»

 

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