MESSINA. “Ci stupisce che il piano di assunzioni venga lanciato in periodo elettorale, con questa frenesia di assumere non solo al Comune, ma anche nelle partecipate”. Così Felice Calabrò, consigliere comunale e candidato alla Camera per il Pd, ha iniziato la conferenza stampa che, assieme alla collega (anch’essa candidata) Antonella Russo, ha esternato i dubbi dei democratici sulle assunzioni annunciate dal comune di Messina (sull’argomento era intervenuto anche Ferdinando Croce di Fratelli d’Italia). “Premettiamo una cosa, sin da subito: noi siamo assolutamente a favore delle assunzioni, perchè il Comune ne ha estremamente bisogno”: attualmente, a Palazzo Zanca sono in servizio 1086 dipendenti, e la pianta organica ne prevederebbe quasi il doppio: l’amministrazione di Federico Basile, con l’approvazione Piano triennale dei fabbisogni di personale 2022-2024, prevede di assumerne 616. Poco meno di un anno fa, nel precedente piano triennale del fabbisogno, lo stesso Basile, in qualità di direttore generalee, aveva previsto nessuna nuova assunzione per il triennio. Su questo, Felice Calabrò punta il dito. “A discapito di quello che l’amministrazione precedente aveva sempre detto, e parlava del blocco totale delle assunzioni, nel 2022 cambiano le cose. Si può cambiare idea, ma per farlo bisognerebbe spiegare perchè nel 2022 il piano prevede l’assunzione di 300 persone, e come si farà entro la fine dell’anno?”. Perchè la critica di Calabrò? “Nel bilancio 2022,  alla voce spesa per le assunzioni gli euro appostati erano zero, e il documento è stato approvato dal consiglio comunale: per inserire a bilancio adesso una cifra simile, è necessario una variazione di bilancio da 11 milioni, che passi di nuovo dal consiglio, e ancora non c’è stato alcun segnale. E quindi dovremmo inviare una relazione alla sottocommissione del ministero, attendere che valutino la congruità delle assunzioni con la copertura finanziaria, approvare la manovra di bilancio, indire i concorsi e assegnare i posti. Tutto questo entro il 2022?”. Nello specifico del piano entra invece Antonella Russo: “Per cambiare il piano triennale del fabbisogno, che ricordo prevedeva zero assunzioni nel 2022, sono previsti precisi requisiti: dove sono i fatti che giustificano un nuovo piano? La segretaria generale Rossana Carrubba risponde che c’è un nuovo indirizzo politico. E io mi domando, è un fatto imprevedibile? Secondo noi no, le modifiche al piano devono essere legate a fattori tecnici e adeguatamente motivati. La segretaria generale dice anche che è venuto meno il vincolo previsto dal riequilibrio 2018 secondo cui i risparmi andavano a copertura dei debiti, ma nella del piano di riequilibrio di luglio del 2022 non si dice nulla del genere, e infatti nella delibera si parla solo del riequilibrio del 2018. E allora mi domando, come e quando è venuto meno questo vincolo?”, conclude Russo. Un ultimo pensiero espresso in comune: “Che fine hanno fatto le progressioni verticali dei dipendenti già in servizio, che tra l’altro avrebbero consentito di assumere personale “a minor costo”? E come mai, dopo quattro anni di battaglia serrata ai dirigenti, sostenendo che erano troppi, dopo averli ridotti all’osso adesso si parla di assumerne altri quattro?”

 

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