MESSINA. Una richiesta di ricognizione tecnica per la definizione di una “road map” sul sistema di regimentazione e smaltimento delle acque nella zona nord, fra Sant’Agata, Ganzirri, Sperone, Torrente Papardo e Faro Superiore. A richiederla, al presidente della VI Municipalità, è il consigliere di quartiere di Sud chiama Nord Massimo Costanzo, che interviene dopo gli ultimi (ennesimi) allagamenti.

”Alla luce delle intense precipitazioni in particolare quelle del 22/09/2029 che hanno interessato il territorio messinese e delle numerose segnalazioni e notizie relative ad episodi di allagamento verificatisi in diverse località della zona nord, tra cui Sant’Agata, Ganzirri, Sperone, l’area del Torrente Papardo e Faro Superiore – scrive – si ritiene opportuno avviare una ricognizione complessiva e coordinata delle condizioni del territorio e delle infrastrutture destinate al deflusso e allo smaltimento delle acque.

La presente richiesta non intende attribuire responsabilità rispetto agli eventi verificatisi, anche in considerazione della particolare intensità che possono assumere oggi alcuni fenomeni meteorologici, ma nasce dall’esigenza di disporre di un quadro tecnico chiaro e aggiornato dello stato di fatto, indispensabile per individuare eventuali criticità e programmare per tempo gli interventi necessari.

In particolare, si chiede di conoscere e, ove necessario, verificare:

1. lo stato dei versanti collinari, degli impluvi naturali, delle aste torrentizie e delle vasche di raccolta e laminazione che insistono sui villaggi della VI Municipalità, individuando eventuali situazioni di ostruzione, accumulo di materiale, erosione o insufficiente regimentazione delle acque provenienti dalle zone collinari;
2. lo stato e la capacità idraulica delle reti delle acque meteoriche e delle acque reflue, con particolare riferimento alle zone di Sant’Agata, Ganzirri, Sperone, Torrente Papardo e Faro Superiore, verificando se le sezioni e le portate delle condotte risultino ancora adeguate rispetto all’attuale urbanizzazione e agli eventi meteorici di maggiore intensità;
3. la funzionalità di caditoie, pozzetti, griglie, canalette, attraversamenti e collettori, individuando eventuali restringimenti, occlusioni o punti nei quali si determinano fenomeni di rigurgito o mancato smaltimento;
4. le eventuali interferenze tra rete delle acque bianche e rete fognaria, verificando i punti nei quali, durante precipitazioni particolarmente intense, possano verificarsi sovraccarichi o criticità;
5. una verifica specifica dei sottoservizi e dei sistemi di raccolta delle acque nei tratti interessati dai lavori delle piste ciclopedonali, con particolare attenzione al collegamento territoriale compreso tra Sant’Agata e Ganzirri, accertando che gli interventi realizzati non abbiano modificato negativamente pendenze, quote, caditoie, griglie, canalizzazioni o naturali vie di deflusso delle acque;
6. l’eventuale esecuzione, nei punti maggiormente critici, di videoispezioni delle condotte e verifiche strumentali, così da accertare concretamente lo stato dei sottoservizi e la presenza di eventuali ostruzioni, cedimenti o restringimenti;
7. la predisposizione di una vera e propria road map degli interventi, nella quale siano indicati per ciascuna area le criticità rilevate, gli interventi già programmati o finanziati, quelli ancora da progettare, il livello di priorità, il soggetto competente e una tempistica indicativa di esecuzione.

Sarebbe inoltre utile – conclude – che tale ricognizione venisse sviluppata in maniera coordinata tra Comune, Protezione Civile, AMAM e gli altri soggetti tecnicamente competenti, evitando valutazioni frammentarie delle singole problematiche.

L’obiettivo deve essere quello di passare dalla gestione delle singole emergenze ad una programmazione preventiva, disponendo di una mappatura aggiornata delle criticità della zona nord e verificando se l’attuale sistema di raccolta, convogliamento e smaltimento delle acque sia adeguato alle trasformazioni urbanistiche intervenute negli anni e alla crescente intensità degli eventi meteorologici.

Si chiede pertanto di conoscere lo stato degli interventi già programmati e di valutare l’opportunità di convocare uno specifico incontro tecnico sul tema, coinvolgendo anche la VI Municipalità, al fine di condividere dati, criticità e priorità di intervento”.

 

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