MESSINA. “Radici in movimento: tradizione ed evoluzione. Il cibo per costruire le città che saremo” è il tema scelto per Mangia e Cambia 2026, la quarta edizione della festa della cultura agroalimentare promossa da Slow Food Messina e presentata questa mattina a Palazzo Zanca.

Dal 27 al 29 novembre, piazza Unione europea si arricchirà di gusti e sapori, ma anche incontri internazionali, musica e intrattenimento, con l’allestimento di cinque aree tematiche.

Al centro di tutto ci sarà un alimento fondamentale per Messina e non solo, recentemente candidato a Patrimonio Immateriale dell’UNESCO: il pesce stocco. In questo caso, le radici ripercorrono l’Europa unendo Mediterraneo e paesi nordici.

“Partecipando a Terra Madre, a Torino – ha raccontato il Presidente di Slow Food Messina Nino Mostaccio – siamo arrivati convinti che Messina e il pesce stocco fossero una cosa sola ma ci siamo resi conti che è elemento identitario anche in molti altri paesi. Attorno a questo possono costruirsi traiettorie nuove e momenti di comunità”. Non a caso, anche le delegazioni Slow Food Norvegia e Slow Food Islanda saranno presenti e prenderanno parte al talk di sabato 28 novembre “Dalle rotte nordiche allo Stretto di Messina: La cultura dello stoccafisso verso l’Unesco”.

Direttamente dal Salone del Gusto di Torino, dove ha debuttato, arriva anche la mostra Stockfish Without Borders realizzata da Slow Food Islanda, Slow Food Bergen, Slow Food Mearra-Sàmi e Kalrotsakademien, che racconta il viaggio del pesce stocco dalle barche dei pescatori dell’Atlantico alle cucine italiane e nigeriane.

Un itinerario che prende forma e sapore durante le cene, negli stand dell’Area Food e attraverso i piatti tipici delle cucine norvegesi e islandesi, venete, marchigiane, calabresi e, naturalmente, siciliane.

 

Tradizione e cambiamento diventano tasselli fondamentali e complementari in questa manifestazione che vuole parlare di gusto, ma anche di comunità, territorio e rigenerazione. Per Mostaccio “la tradizione è al centro non come elemento nostalgico, dalla memoria si costruisce il futuro”.

“È importante – aggiunge – raccontare alla città e non solo che se mettiamo il cibo al centro dei nostri ragionamenti possiamo avviare anche processi sociali ed economici importanti”. 

Per l’assessora regionale al Turismo Elvira Amata, “il mondo del turismo genera sviluppo e si interseca con tutti i settori produttivi, ma va guidato e controllato. Il viaggiatore di oggi parte con il desiderio di vivere la sua destinazione. E vivere un territorio significa conoscere storia, tradizione e cultura e connettersi con la popolazione. La Sicilia offre davvero tanto anche perché l’accoglienza fa parte del DNA dei siciliani, quindi c’è apertura a questa connessione”.

 

Le aree tematiche a piazza Unione Europea

  • Area ME-rcato in Comune: dedicata a esposizione, degustazioni e vendita a chilometro zero di prodotti di piccoli produttori locali, agricoltori e presidi Slow Food. 
  • Area Gusto Lab: spazio didattico che ospiterà esperienze sensoriali per adulti e bambini, laboratori e dimostrazioni culinarie dal vivo a cura dell’Alleanza Slow Food e dei maestri artgiani.
  • Area Talk: ospiterà tavole rotonde e incontri con esperti su temi come la transizione ecologica, lo spreco alimentare e il cibo come diritto.
  • Area Food: dedicata a convivialità e condivisione con percorsi enogastronomici tra ricette locali e internazionali.
  • Area Podcast e Radio: in diretta da piazza Unione Europea, racconteranno l’evento favorendo il confronto e registrando testimonianze e impressioni di visitatori e partecipanti. Ospiterà concerti e performance artistiche.

 

Il programma completo è consultabile sul mangiaecambia.it  

 

 

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