MESSINA. “…Al trentottesimo coglionazzo e a 49 a 2 di punteggio, Fantozzi incontrò di nuovo lo sguardo di sua moglie…“. Così come l’immortale personaggio di Paolo Villaggio, dopo due anni e mezzo di sindacatura, e di insulti assoriti, il consiglio comunale si è ribellato alle soverchierie “social” allo stesso modo in cui il ragioniere Ugo Fantozzi reagì al duca conte Diego Catellani.

A fare traboccare il vaso è stato il consueto post mattutino del sindaco dimissionario Cateno De Luca, che dava ai consiglieri degli “asini volanti che giocano sulla pelle della città”, pur passando a loro la responsabilità delle sue dimissioni.

Ad alzare la voce è stato già ieri Massimo Rizzo di LiberaMe, che nel suo lungo post ha esordito con: “Non replico mai agli insulti perchè qualificano chi li proferisce. Ma, a volte, può capitare che ingiurie ed urla siano scambiate per verità ed allora ho il dovere di fare chiarezza”. Poi il consigliere entra nel vivo: “Non cercare una via d’uscita tramite il consiglio comunale o un capro espiatorio nel civico consesso. Ti sei infilato volontariamente nel tunnel delle dimissioni e come le altre volte avrai una Tua exit strategy. Tanto i tuoi ultras Ti perdoneranno anche questa. Quando metti alla gogna i consiglieri comunali, sappi che insulti i 49.741 cittadini (45,1%) che li hanno eletti. Sono, di regola, contrario alla sfiducia: chi vince le elezioni (sia pure col 19,81% dei consensi) ha il diritto ed il dovere di amministrare. Ma, certamente, sono assolutamente contrario ad un cosiddetto voto di fiducia, che la nostra Costituzione riserva al Parlamento in favore del Governo.Le dimissioni sono figlie della Tua volontà ed altrettanto la loro eventuale revoca. Non ci fare perdere tempo”.

Caustico anche Alessandro Russo (Pd): “Meglio asini volanti che aspiranti dittatorelli sudamericani.
Cateno, tu non sei allergico alle opinioni contrarie. Tu sei allergico alla democrazia.
Non ci avrai mai piegati e sottomessi come pigia-bottoni per far passare le tue delibere senza neppure leggerle. Come vorresti tu, un Consiglio di aspiranti schiavi ridotti a scendiletto sotto i tuoi piedi. Questo osceno dare degli “atteggiamenti mafiosi” del Consiglio per il solo ardire di chiedere spiegazioni e approfondimenti delle delibere è paranoico: se hai dati veri, denuncia alla Procura e non limitarti alla sciacquazza sui social. Denuncia, non abbiamo paura di nulla. Ma smettila una volta per tutte. Tu vuoi scendiletto, non vuoi consiglieri. E scendiletto non mi troverai mai. Ti aspettiamo in aula per la mozione di cui tanto si favoleggia e ti comunico che ti informano male: nessuno ha paura delle elezioni”.

Anche Piero La Tona (Sicilia Futura), prende posizione: “Saremo pure asini ma non siamo pecoroni. Il Sindaco, come sua abitudine, anche ieri ci ha offeso perché il Consiglio non ha deliberato il servizio aggiuntivo all’ Amam per 2 milioni di euro l ‘ anno per 6 anni e ci ha nuovamente offeso anche oggi perché la delibera è stata approvata con qualche ora di ritardo rispetto ai suoi immediati desideri e comunque con qualche perplessità d’aula.
Ma mi chiedo:
1. Perché tutta questa fretta e questa ansia per affidare un servizio così costoso alla partecipata da lui controllata prima che il Consiglio abbia avuto modo di valutare e approvare a breve il bilancio 2021?
2. Perché non aspettare e verificare con attenzione cosi come suggerivano i revisori dei conti, che hanno raccomandato al Consiglio di fare attenzione a non sovraccaricare il bilancio, già precario a loro dire, con questa ulteriore grossa spesa?
3. Perché non verificare se altre società non potessero fare lo stesso servizio a costi inferiori?
4. Perché affidare sempre più servizi alle società partecipate, quelle stesse partecipate che dal Sindaco in passato erano considerate ed additate quale bancomat della politica? Cosa è cambiato rispetto alla campagna elettorale: tanto sicuramente, ed in particolare, forse il fatto che ora le controlla lui?
4. Sulla modifica del voto di astensione sempre rinfacciata al Consiglio, in onestà la richiesta è stata fatta dal sottoscritto e dal collega Bonfiglio già nel mese di dicembre 2019 , ma è stata bocciata per sua valutazione dal dirigente competente. Perché il Sindaco ne chiede conto ancora al Consiglio e non al suo dirigente che ha espresso parere contrario?
5. Perché il Sindaco si preoccupa del misero gettone di presenza ( 30 euro a seduta) dei consiglieri comunali e non si preoccupa delle indennità che elargisce a tutti i suoi amici tecnici delle partecipate a cui ha dato doppi e tripli incarichi? Allora forse siamo Asini speciali, dotati di un poco di cervello e di coerenza! Ed è sempre meglio che essere allocchi o, peggio pecoroni al suo servizio perché…con un pastore di tal fatta…sempre meglio asini dalla testa dura e dalle spalle larghe che pecoroni remissivi e supini alle mutevoli esigenze del padrone”.

Non mancano i Cinque stelle: Andrea Argento ha commentato così: “Quindi, se ho capito bene, il Sindaco che per l’ennesima volta ha minacciato di presentare le sue dimissioni legandole al futuro di La Paglia all’Asp, adesso passa la palla al Consiglio Comunale chiedendo allo stesso di convincerlo a non farlo e di certo, qualora non trovasse la maggioranza, darebbe la colpa ai Consiglieri stessi delle dimissioni che lui ha presentato volontariamente. Ma che gioco è? Non è bastato il Salva Messina ed il Cambio di Passo, prepariamoci ad un altro show a reti unificate con tutti incollati alla tv per sapere come andrà a finire”.

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messinese stanco
messinese stanco
27 Gennaio 2021 9:37

Ci sarebbe anche da fare una battuta sulla madre… ma soprassediamo

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[…] Tra tutti i botta e risposta tra il sindaco dimissionario Cateno De Luca ed i consiglieri comunali, da lui definiti “asini volanti“, con tanto di toni accesissimi che sfoceranno in […]