MESSINA. Far conoscere la musica messinese oltre lo Stretto, prima in tutta Italia e poi nel mondo, “ridando voce all’arte e alla cultura. Perché la città dello Stretto non è solo mare, granita e macchine in doppia fila”. È l’obiettivo della compilation “Adduma sta playlist” (qui il link), che raccoglie su Spotify 87 brani di una ventina di di band e di artisti messinesi: circa sei ore di musica inedita, che spazia dal rock al pop, dal cantautorato al folk.

A prendere parte all’iniziativa, promossa dalla band The Jester, alcuni dei nomi più rappresentativi della scena indipendente messinese: Toti Poeta, Turè Muschio, Roberta De Gaetano, Basiliscus P, Dick Hudson, Jacopo Genovese, La Stanza della Nonna, Francesco Cardillo, Roberto Cavallaro, Big Mimma, Mariafausta, Luciano Panama, Intelaiatura Basimale, Entourage, Andrea Balestra e Carl Verheyen, Johann Sebastian Punk, Pressione su Malta, Farina, The Trip Takers, Mustang N.5, Marco Corrao, Cantautoma.

Messina è una città d’arte, il problema è che alcuni lo hanno dimenticato“, spiegano i partecipanti, accomunati dalla stessa passione e soprattutto dalla voglia di fare musica, sebbene la volontà spesso si scontri con una realtà difficile come quella messinese. Una linea temporale, infatti, separa la cultura musicale di questi ultimi tempi dagli anni passati: cambiano le esigenze dei locali, che non chiedono più musica live ma privilegiano quella da “piano bar” e le cover.

«In generale, Messina non è mai stato un terreno fertile per la musica, ma fino a qualche anno fa c’erano maggiori possibilità di andare e suonare in un pub. Adesso, invece, a parte qualche piccola eccezione, non ci sono realtà che incoraggiano la musica inedita, che negli anni è andata via via scemando sempre più», spiegano, ribadendo la necessità di incentivare la musica indipendente, magari anche nei locali messinesi. Per tale motivo l’idea dei promotori è quella di allargare la playlist con nuovi brani e nuovi autori che condividono lo scopo e intendono partecipare al progetto.

Punto a sfavore della città di Messina, spiegano però gli artisti, è che nonostante ci siano diversi palazzetti, non ci sono eventi musicali, e se la gente non è “educata” ad ascoltare musica, non la richiede, mentre “se si ricominciasse a fare musica le persone si riappassionerebbero“.

«Non siamo solo granita, doppia panna e doppia fila, e non è giusto che i messinesi debbano andare a suonare fuori», affermano, ricordando anche l’iniziativa della band “La stanza della nonna”, chiamata “Sicilyu”, che ha come obiettivo quello di suonare in diversi luoghi della Sicilia per riqualificarli e farne riemergere la bellezza.

 

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