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MESSINA. L’Acr Messina c’è. Parola del presidente Franco Proto. L’imprenditore di Troina, subentrato alla vecchia proprietà, guarda al futuro, chiama a raccolta tutta la città, nelle sue componenti politiche, imprenditorialei e di tifoseria, e guarda avanti.

In un salone delle Bandiere del Comune pieno di tifosi, Proto ha posto le basi per il futuro prossimo del Acr Messina. partendo però dal passato: “C’eravamo posti tre obiettivi, che riguardavano l’ordinaria amministrazione: una condizione di armonia per un miglioramento della prestazione sportiva. Poi la discontinuità, funzionale a molti comportamenti che abbiamo adottato: un basso profilo, senza fare dichiarazioni, a fari spenti: la situazione era patologicamente complessa, ma siccome nella vita bisogna combattere, abbiamo lottato. Questi comportamenti hanno trovato riscontro, si è visto ieri”, ha spiegato Proto, riferendosi al rigetto del deferimento a carico del Messina inerente il mancato pagamento del premio relativo alla fideiussione.

Proprio sulla questione fideiussione, Proto ha voluto, seppure in maniera molto elegante, togliersi un sassolino dalla scarpa. “Sulla fideiussione faccio solo un passaggio, è stato un grande risultato. Oggi Messina è rispettata. Però qui abbiamo trovato altri 700mila euro di debiti che non erano previsti all’atto dell’acquisto, non erano stati inseriti nel prospetto”, ha lamentato. “faremo fronte a che a questi”, ha poi aggiunto, facendo tirare un sospiro di sollievo ai tifosi.

Del futuro più strettamente societario ha parlato il direttore generale Lello Manfredi: “Chi ha frequentato lo stadio negli ultimi tre mesi percepiva uno stato di decadenza, noi siamo intervenuti risistemando il manto erboso, e togliendo dalla foresteria tutti quei ragazzini delle giovanili che vivevano in condizioni pessime, li abbiamo trasferiti in una struttura cittadina più dignitosa. Noi – ha continuato Manfredi –  portiamo avanti un’idea progettuale di calcio sostenibile, crediamo che una squadra di LegaPro si possa sostenere da sola, ma c’è bisogno del tessuto imprenditoriale, oltre che della tifoseria e della cittadinanza. Gli imprenditori ai quali lo abbiamo sottoposto hanno dato riscontro positivo, un insperato risveglio. Nelle prossime settimane avremo un sostegno economico importante che ci darà più certezze per il futuro”, ha spiegato Manfredi, non nominandolo direttamente, ma alludendo alla sponsorizzazione “forte” di caffè Barbera, imprenditore che nei mesi scorsi era stato in predicato di rilevare l’Acr Messina dalle mani della cordata guidata da Natale Stracuzzi.

Poi un passaggio fondamentale: “Questo  passa anche dalla possibilità che si torni al Celeste: abbiamo già presentato il progetto alla Giunta. Oltre ad abbattere i costi di gestione, questo cambio ci consentirà di incrementare i profitti: è un crocevia fondamentale dal quale passa tutto il nostro progetto. Parte dei lavori saranno finanziati col credito sportivo, parte da un’azienda messinese. Domani il credito esaminerà i documenti idonei alla fideiussione. Ci sono garanzie personali da parte del presidente Proto: una novità, visto che di solito era il Comune a garantire. Questo perchè vogliamo sbrigarci: entro fine maggio necessariamente ci vuole la convenzione”.

Per ultimo, una rivelazione “criptica”: “Voi non lo sapete, ma mentre parliamo al Celeste ci sono quattro squadre di operai già al lavoro”. Notizia che ha fatto cadere dalle nuvole Sebastiano Pino, assessore allo Sport del comune di Messina. “Mi sembra strano che stiano lavorando, hanno chiesto l’ingresso dei tecnici per fare le verifiche, ma che ci siano lavori in corso fuori convenzione, che ricordo per essere ratificata deve passare dal consiglio comunale, mi pare strano. Forse – ha concluso l’assessore – era una battuta, non so”.

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