MESSINA. Dopo la recente intervista a Sky sulla questione incendi, il sindaco di Messina Renato Accorinti è intervenuto questa mattina ai microfoni di La7, dove ormai è di casa. Argomento: la recente polemica sull’accoglienza dei migranti sui Nebrodi.  «La migrazione è un fatto naturale, perché migrare è un diritto», esordisce Accorinti – maglietta “Free Tibet” e bandiera della pace sullo sfondo – che rispolvera la frase mostrata a Taormina ai potenti della terra: “Siamo tutti migranti”.

«Innanzitutto noi siciliani, che siamo 35 milioni nel mondo a fronte dei 5 milioni rimasti nella nostra terra, dovremmo avere comprensione per chi ha un problema più grave del nostro. La questione della migrazione è legata anche alla finanza mondiale. L’occidente ha la colpa di aver fatto una finanza malata che arricchisce una parte e indebolisce l’altra. Una finanza che oltretutto alimenta le guerre, vendendo le armi.  I problemi li abbiamo generati noi. Questa è la questione a monte. Tutto il resto è consequenziale. Se qualcuno rischia la vita in mare è nostro diritto intervenire e  accoglierli. È una grande opportunità per diventare una grande famiglia», prosegue il primo cittadino, che punta il dito sulle strumentalizzazioni della politica, che andrebbe “umanizzata”.

«Spesso – spiega Accorinti, che si accalora – si fanno polemiche e si strumentalizzano anche numeri piccolissimi. Quando in un comune arrivano 20 persone cosa vuoi che sia? Non è una tragedia, non arrivano 10mila persone in un paese da mille anime. Il fatto è che si fa capire qualcosa che non è, si fa passare un messaggio sbagliato per alimentare le paure dei cittadini. Il “diverso” fa paura, perché c’è la convinzione che ci rubi il lavoro ecc…, e certa politica non fa altro che alimentare questo clima, quando in realtà la loro vera paura è quella di perdere voti. Non si rendono conto che così facendo perdono l’umanità, che è alla base della civiltà e della nostra Costituzione».

«Vengono alimentate tante falsità anche sui problemi di gestione, a partire dai 45 euro destinati ai migranti. A Messina – spiega il sindaco – ospitiamo oltre 280 stranieri, fra i quali anche vittime di tratta, e lavoriamo con loro con molta gioia. Una soluzione? Noi abbiamo fatto richiesta per altri Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Mettiamo i sindaci in condizione di ottenerli con più facilità. Il modello deve essere quello dell’integrazione e dell’accoglienza diffusa. Le persone non vanno ammassate né rinchiuse in “carceri”».

 

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