Migranti a Messina, la ripartizione comune per comune

La suddivisione dei 2209 cittadini stranieri sbarcati dalle navi Ong secondo la pianificazione della Prefettura. Sessanta i richiedenti asilo ospitati a Milazzo. E non mancano le polemiche (tabelle e grafici all'interno)

 

MESSINA. Saranno 2209 i cittadini stranieri sbarcati dalle navi Ong che saranno ospitati nella provincia peloritana. Lo ha deciso la prefettura, che ha pianificato la ripartizione dei richiedenti asilo in tutti i 108 comuni del circondario. La suddivisione, basata sul parametro di 2,5 migranti ogni 1000 abitanti, tiene conto del numero di migranti già ospitati fra Sprar, Cas e Centri di prima accoglienza e dovrà “scontrarsi”, all’atto pratico, con la capacità ricettiva effettiva dei vari immobili.

 

 

Com’era prevedibile, non tardano ad arrivare le polemiche. A partire da Milazzo, dove saranno una sessantina i migranti che saranno ospitati nell’ex scuola elementare di Fiumarella, che necessita tuttavia di interventi di ristrutturazione per garantire un’assistenza adeguata. Intanto, dopo le dichiarazioni del primo cittadino Giovanni Formica, che in un’intervista su Rete 4 aveva dato la sua piena disponibilità ad accogliere 25 migranti, suscitando le ire degli avversari politici, arrivano le prime proteste, portate avanti dal Comitato degli abitanti di via Fiumarella, che ieri pomeriggio hanno manifestato il loro dissenso durante un’assemblea spontanea davanti al plesso e stasera prenderanno parte al Consiglio comunale. Contrari all’accoglienza nell’ex scuola anche i membri di Forza Italia, che puntano il dito contro la sede “inidonea, che finirebbe con il ghetizzare ulteriormente gli immigrati in una zona sprovvista di servizi”.

 

 

 

La querelle sui migranti in provincia ha avuto inizio qualche giorno fa, quando alcuni abitanti di Castell’Umberto, capeggiati dallo stesso sindaco, Vincenzo Lionetto Civa, hanno organizzato un sit-in permanente di fronte all’hotel “Il Canguro” contro la decisione della prefettura di Messina di inviare lì cinquanta migranti (poi ridotti a venticinque). Una presa di posizione che non è andata giù a un gruppo di cittadini del centro nebroideo, che hanno preso le distanze dalle “barricate” del sindaco creando il comitato spontaneo “Castell’Umberto senza frontiere”. «Non siamo contro il sindaco, diciamo semplicemente che si tratta non di 50 migranti ma di 50 persone. Il nostro non è un paese razzista», spiegano i cittadini, che hanno organizzato un’assemblea pubblica al Comune, allarmati dai commenti razzisti su Facebook e dal tentativo del fronte “no migranti” di impedire l’arrivo di un gruppo elettrogeno che avrebbe fornito elettricità all’albergo in disuso vicino al paese.  

Ma il sindaco di Castell’Umberto non è stato l’unico a dire “niet”, pur rifuggendo qualsiasi accusa di razzismo (“Siamo pronti all’accoglienza, ma vogliamo che questa avvenga seguendo la legge e favorendo le migliori condizioni per i migranti“). I primi cittadini dei comuni nebroidei a prendere posizione durante l’assemblea pubblica convocata nei giorni scorsi  erano infatti ben 34, sei in meno dei quaranta sindaci che si sono riuniti a Torrenova in una tavola rotonda dai toni accesi e a porte chiuse, con posizioni discordanti che difficilmente potranno essere chiarite prima del vertice di oggi, convocato dal prefetto con i rappresentanti dei comuni nebroidei.

(Qui la mappa realizzata dal Post con la geolocalizzazione dei comuni della provincia contrari all’arrivo dei migranti).

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