MESSINA. Una ex baraccopoli potrebbe diventare una comunità energeticamente autosufficiente (tra le prime in Italia e nel mondo), un prototipo di condominio ecologico costruito, in un giardino, con le tecnologie più avanzate ed ecofriendly, destinate a uso sociale. Fondo Saccà, una delle baraccopoli più grandi di Messina riconvertita grazie al progetto Capacity, è il sito pilota in cui si sta sperimentando un metodo per cui cui l’energia prodotta da fonti rinnovabili sarà immagazzinata e riutilizzata, grazie al prototipo di un accumulatore sperimentale chiamato Hybris realizzato in collaborazione tra Fondazione Messina, Solidarity and Energy Spa impresa sociale e l’Istituto ITAE CNR e cofinanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Horizon. Il servizio può operare sia connesso alla rete, erogando supporto alla rete che staranno sperimentati proprio a Messina, sia in modalità “isola”, cioè senza ausilio della rete elettrica, continuando a fornire energia alla comunità energetica.

Il problema con le energie rinnovabili è la “discontinuità”: molto banalmente, i pannelli fotovoltaici producono energia se c’è sole, l’eolico solo se c’è vento. Non solo: un altro problema è lo stoccaggio, cioè la capacità di accumulare e conservare l’energia prodotta, ma non consumata immediatamente. Il prototipo Hybris dovrebbe consentire esattamente questo, immagazzinare l’energia prodotta, e distribuirla immediatamente, secondo necessità, alla comunità energetica, attraverso un sistema ibrido che lavora in parallelo e in maniera modulare, in cui lo stoccaggio viene affidato a un sistema di batterie al litio-titanato (componente ad alta densità di potenza), e ad un sistema a batterie a “flusso redox organico acquoso (componente di accumulo ad alta energia). Questo renderebbe potenzialmente indipendenti le unità abitative e lavorative di fondo Saccà, con un ridotto (o addirittura nullo) ricorso alla rete elettrica, verso la quale invece la comunità energetica potrebbe offrire servizi.

Nel sito test si stanno già sperimentando, fra l’altro, una comunità energetica sperimentale capace di mutualizzare l’energia e il sistema di tariffazione secondo algoritmi socio-ambientali in base ai quali si fornisce più energia a minor costo a chi ha più bisogno. L’HUB energetico è integrato con una piattaforma di scambi solidali di beni, servizi, tempo donato ed energia denominata Andròn; il condominio orizzontale a un piano, interamente realizzato in bio-architettura è integrato con sistemi di monitoraggio sperimentali e di fitodepurazione.

Il progetto è stato presentato ieri nella biblioteca “Stefano D’Arrigo” dell’Hub di Comunità di Maregrosso. Secondo Gaetano Giunta, fondatore della Fondazione Messina, “si tratta di un’esperienza avanzata che coniuga innovazione scientifica e tecnologica, sistema di welfare, sistema educativo, capacità di attrarre talenti creativi e scientifici con processi partecipati di metamorfosi e di riqualificazione urbana, sociale e territoriale”.

“Oggi, con l’inizio della sperimentazione del prototipo di sistema di accumulo ibrido sviluppato col progetto di ricerca Ue Hybris, stiamo aggiungendo un ulteriore tassello al complesso mosaico di attività che portiamo avanti come CNR-ITAE insieme alla Fondazione Messina”, ha rimarcato Francesco Sergi primo ricercatore ITAE CNR. «Stiamo lavorando allo sviluppo di nuovi modelli tecnico-economici in grado di coniugare tecnologie a basso o nullo impatto ambientale con il contrasto alla disuguaglianza e all’ingiustizia sociale, sperimentando soluzioni innovative direttamente nei quartieri e attraverso la partecipazione delle comunità. Fondo Saccà probabilmente è l’esempio più eclatante, poiché qui si studiano nuovi paradigmi per le smart grids, si testano impianti e algoritmi per le comunità energetiche e, infine, come è ben visibile oggi, si dimostrano tecnologie per lo storage elettrochimico», ha concluso. A questo proposito, Mikel Borras, coordinatore di Hybris, ha ricordato che «il progetto produce innovazione nell’integrare due diverse tecnologie di batterie, oltre a un sistema di batterie e di controllo dell’energia in un HESS containerizzato, frutto della collaborazione di più organizzazioni in tutta Europa. E questo per fornire l’accumulo di energia a un complesso residenziale come questo di Messina».

Salvatore Politi, presidente di Solidarity and Energy Spa impresa sociale ha specificato che «si tratta di una E.S.Co. (Energy Service Company) cioè un’impresa in grado di fornire tutti i servizi tecnici, commerciali e finanziari necessari per realizzare un intervento di efficienza energetica, assumendosi l’onere dell’investimento e il rischio di un mancato risparmio, a fronte della stipula di un contratto specifico». Il Presidente della E.S.Co. ha aggiunto poi che Solidarity and Energy è «anche qualcosa di più: è un’impresa la cui finalità ultima è realizzare servizi in campo energetico che abbiano un chiaro impatto ambientale e sociale positivo, rinunciando a generare e ripartire utili ai propri soci, perché l’obiettivo ultimo è servire il bene comune». In particolare, ha concluso Politi, nell’ambito del programma di sviluppo umano di lungo periodo nei territori in cui opera la Fondazione Messina, di cui Fondo Saccà è uno dei nodi cardine, «Solidarity and Energy ha contribuito a progettare, sviluppare e mettere in esercizio prototipi nel campo energetico che facciano crescere il patrimonio sociale di conoscenze, beni relazionali, infrastrutture tecnologiche e benefici economici a favore dell’inclusione sociale di gruppi vulnerabili».

In chiusura Alessandra Calafiore, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Messina ha messo in evidenza: «È un piacere condividere esperienze innovative come queste proprio perché esplicitano come le tematiche sociali siano connesse a quelle ambientali», ha sottolineato. «È una cosa che l’amministrazione comunale ha ben presente. Ed è il senso di Fertility, programma in cui giustizia ambientale e sociale vanno insieme. Qui le imprese sociali sono importanti anche per passare da una fase assistenziale a una fase imprenditoriale in cui si tratta di attivare strategie nuove. Per svilupparlo ci avvarremo delle esperienze migliori sul piano locale, nazionale e internazionale».

All’incontro oltre i relatori erano presenti i ricercatori di tutti i partner europei e per il nodo messinese, sono intervenuti: Giovanni Brunaccini, Nico Randazzo, Marco Ferraro, Valeria Palomba, Andrea Frazzica, dell’ITAE CNR; Andrea Giunta della Fondazione Messina; Santi Smedile e Francesco Bertino di Solidarity and Energy S.p.A. Impresa Sociale.

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