MESSINA. Duecentoventisei milioni di euro, 762 progetti e 78 comuni: è questo in cifre il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sulle scuole della provincia di Messina nell’ambito della missione 4. A distanza di un mese dall’inizio delle lezioni in Sicilia, però, il conto alla rovescia è già iniziato: entro il 31 dicembre 2026 la Commissione europea erogherà l’ultima tranche di risorse del PNRR, e solo su quanto effettivamente rendicontato entro quella data. Da qui a fine anno, dunque, si decide quanta parte di quei 226 milioni resterà davvero sul territorio. I territori comunali che hanno ricevuto più finanziamenti sono quelli di Messina (82,7 milioni di euro per i 234 progetti), Barcellona Pozzo di Gotto (11,8 milioni per i 72 progetti) e Patti (7,6 milioni per i 33 progetti).  Non hanno ricevuto alcun finanziamento per le scuole i comuni di Alì, Basicò, Casalvecchio Siculo, Ficarra, Fondachelli-Fantina, Frazzanò, Furnari, Gallodoro, Gualtieri Sicaminò, Itala, Leni, Letojanni, Librizzi, Limina, Merì, Mirto, Montalbano Elicona, Pettineo, Reitano, Roccavaldina, Sant’Alessio Siculo, Santa Maria Salina, Tripi, Ucria, Valdina. In altri territori, come quelli di Roccafiorita, Malvagna, Moio e Mongiuffi,  le scuole dell’obbligo sono spesso chiuse o accorpate e quindi non c’è alcun edificio da candidare.

All’interno della Missione 4, le risorse si distribuiscono su una decina di misure diverse, ossia regole, fondi e obiettivi che ogni progetto candidato deve rispettare, e il modo in cui sono stati effettuati gli investimenti delinea molto le priorità delle scuole messinesi. La voce più corposa è quella relativa alla messa in sicurezza delle scuole per la quale sono stati spesi quasi cento milioni di euro, nello specifico 99,3 milioni per i quarantaquattro progetti presentati. Oltre 45 milioni di euro sono stati, poi , investiti nei servizi per la prima infanzia, come la costruzione di nuovi asili nido. I progetti relativi alle scuole innovative, alle aule didattiche e ai laboratori hanno impegnato 21,3 milioni di euro. Quando si passa invece ai progetti relativi alla didattica, gli importi si assottigliano rapidamente: 16 milioni di euro sono stati investiti negli interventi straordinari per ridurre i divari e l’abbandono scolastico, 9,9 milioni di euro nell’estensione del tempo pieno, 8,8 milioni nella costruzione di nuove scuole, 8,5 milioni in progetti per la creazione di nuove competenze e linguaggi, 6,6 milioni nelle infrastrutture sportive scolastiche. 5,9 milioni nella didattica digitale e nella formazione del personale scolastico e solo 3,5 milioni di euro nell’orientamento attivo.

Quali sono i progetti più importanti in città? In base ai dati di OpenPnrr il finanziamento maggiore è di 14 milioni  e avrebbe riguardato l’I.I.S. Verona Trento per la demolizione delle officine e la ricostruzione di un nuovo plesso scolastico. Intervento che però, in base al programma triennale degli acquisti della Città metropolitana 2026-2028, risulta essere stato definanziato.  8 milioni sono stati, poi, impegnati per l’adeguamento sismico del liceo Archimede, altri 6,5 milioni per quello della scuola Albino Luciani. Mentre circa 3 milioni sono stati assegnati all’Università di Messina per i percorsi di orientamento a partire dal terzo anno di scuola superiore.

Avere il finanziamento, però, è solo metà della storia: il resto dipende dalla velocità in cui i soldi vengono effettivamente erogati. E a questa domanda non esiste una risposta univoca. In base al dossier dei centri studi di Camera e Senato, nella provincia di Messina, su oltre 7mila progetti PNRR, solamente il 16,7% risultava concluso, ponendo la provincia peloritana tra le province fanalino di coda a livello di regionale seguita da Palermo (17,1% di progetti conclusi) e Catania (16%). Il sito OpenPNRR non riporta gli importi pagati e dal sito ufficiale del PNRR, Italiadomani, è possibile stimare grossolanamente a che punto stanno i progetti scolastici mediante il rapporto tra pagamenti e finanziamenti per singolo progetto, quando le informazioni sono presenti. Dalle informazioni aggiornate al 13 giugno 2026 risultano che solamente 440 progetti della missione M4 a Messina, infatti, hanno i dati di pagamento pubblicati che ammontano a quasi 90milioni di euro. I progetti che invece non sono presenti nella banca dati sono quelli meno importanti a livello finanziario e si tratta quasi sempre di contributi standardizzati riguardanti per lo più la digitalizzazione e che il Ministero dell’Economia e della Finanza non espone a livello di CUP (Codice unico di progetto). Nella città di Messina la maggior parte dei grandi progetti risulta ancora in fase di avanzamento, specialmente i lavori che riguardano l’adeguamento sismico e la messa in sicurezza degli edifici.  Ad eccezione dei lavori di restauro del complesso monumentale di San Placido Calonerò, dove ha sede l’istituto agrario “Cuppari”, pagati per il 54,9% alla data del 16 giugno 2026, i cantieri scolastici sembrano andare a rilento nel capoluogo: la scuola Albino Luciani, la Beata Eustochia, il liceo Maurolico, il Seguenza hanno ricevuto meno del 10% del pagamento del finanziamento complessivo. Fuori dal capoluogo, invece, i lavori sono avanzati con maggiore celerità: ad Alcara li Fusi è stato effettuato il 71% dei pagamenti per la scuola media Donadei, a Torrenova il 51,5% per un adeguamento sismico e a Brolo i lavori per la messa in sicurezza di una scuola risultano al 93,7%.  Alla fine della rendicontazione, però, mancano meno di tre mesi e i progetti ancora non completati sono circa l’85%. Solamente a fine anno si avrà sicuramente una visione maggiormente dettagliata di cosa è stato fatto dal 2021 ad oggi: sia attraverso i progetti completati sia attraverso nuovi dati aggiornati.

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