MESSINA. Arriva a Messina un nuovo spazio teatrale che ha l’ambizione di diventare anche spazio di cultura, incontro, emozione e crescita. Presentata nella mattinata di ieri, 28 ottobre 2026, “La Dimora dell’Attore” nasce nel Teatrino dell’ABAM, in via Macello Vecchio 1, sotto la guida e la direzione artistica di Giovanni Maria Currò e con il sostegno della Rete Latitudini.
L’obiettivo, per Currò, è quello di “restituire alla cultura il suo valore essenziale: educare alla bellezza, stimolare il pensiero e creare relazioni autentiche”.
“Penso che questo sia il luogo giusto perché tutto quello che avviene qua dentro ha a che fare con l’arte, con la cultura e con il bello”, ha aggiunto nel ringraziare l’ABAM e la direttrice Manuela Caruso. “Quando sono entrato per la prima volta in questo posto me ne sono subito innamorato. Qui ho sentito un’energia molto positiva”.
“Ogni nuovo spazio dedicato al teatro – ha sottolineato poi il presidente di Rete Latitudini Gigi Spedale – rappresenta un’opportunità per gli artisti, per il pubblico e per il territorio. Come Rete Latitudini crediamo nella necessità di costruire relazioni, favorire la circuitazione delle esperienze artistiche e sostenere progetti capaci di arricchire l’offerta culturale. La collaborazione con La Dimora dell’Attore nasce da una visione condivisa: dare forza a un luogo aperto a linguaggi, generazioni e percorsi differenti. Messina ha bisogno di spazi culturali capaci di dialogare con la città e questo progetto rappresenta un passo concreto in questa direzione”.
Nel corso della conferenza è stata inoltre presentata la stagione teatrale, che inizierà il prossimo 13 novembre e si articolerà in sette spettacoli in programma fino a maggio.
Tutti gli spettacoli della stagione 2026/2027
“Odisseo Superstar” – 13 Novembre ore 21:00
Inaugura la stagione “Odisseo Superstar”, una “rilettura ironica, scanzonata e poetica del mito di Ulisse” con la regia del Collettivo V.A.N. – Verso Altre Narrazioni. Per Spedale “una compagnia estremamente vivace, divertente e originale che però non trascura la ricostruzione delle vicende di Ulisse e dei suoi compagni e parenti”.
I “Cinque Musi” del collettivo Andrea Di Falco, Gabriele Manfredi, Andrea Pacelli, Gabriele Rametta e Pierantonio Savo Valente, ripercorrono le avventure dell’eroe greco “dalla guerra di Troia al ritorno ad Itaca, fino al viaggio oltre le colonne d’Ercole dando vita a una commedia musicale in cui canto, parola e giochi sonori si intrecciano con il Tableau Vivant e la Commedia dell’Arte”.
“La canzone di Orlando” – 19 dicembre 2026 ore 21:00
Il 2026 chiude con quello che Currò definisce “uno spettacolo intenso di teatro narrazione che rievoca la vicenda medievale della Chanson de Roland attraverso il racconto di un bravissimo Giovanni Calcagno“.
“Attraverso il racconto di Giovanni Calcagno, le tecniche della narrazione a braccio della tradizione siciliana e alcuni brani originali in anglo-normanno – si legge nella descrizione dello spettacolo – prende vita la storia del tradimento di Gano, della battaglia di Roncisvalle e della morte del valoroso Orlando. Sullo sfondo dello scontro tra cristiani e mussulmani, il racconto affronta temi ancora attuali come il conflitto tra civiltà. la lealtà e il tradimento, celebrando al tempo stesso la grandezza eroica e la profonda umanità di un guerriero che incontra il proprio destino”.
La produzione è de La Casa dei Santi.
“Otello e Desdemona (o del femminicidio)” – 23 gennaio 2027 ore 21:00
Il nuovo anno si aprirà con una rilettura dell’opera di Shakespeare. L’Otello diventa occasione di riflessione su gelosia, possesso e violenza sulle donne.
“Partendo dalla figura di Iago, artefice del sospetto che travolge il protagonista, la messinscena indaga le responsabilità di un uomo che, accecato dalla gelosia, arriva a uccidere la donna che ama. Attraverso un serrato confronto con il testo shakespeariano, lo spettacolo interroga il confine tra passione e ossessione, mettendo al centro l responsabilità individuale e la tragica attualità del femminicidio”.
“La Papessa” – 20 febbraio 2027 ore 21:00
A febbraio arriva il “lavoro teatrale visionario” di e con Beatrice Schiaffino con “La Papessa”. Uno spettacolo “che racconta la storia di Johanna, una donna che nel IX secolo sfida le convenzioni di un mondo che nega alle donne il diritto alla conoscenza e alla libertà, arrivando a travestirsi da uomo fino a raggiungere il vertice del potere ecclesiastico”.
“Beatrice Schiaffino – ha raccontato Currò – è un’attrice che ho conosciuto da poco, è bravissima e ha lavorato anche nel mondo delle fiction. Porta uno spettacolo che fa parte di una trilogia che si rifà alle carte dei tarocchi e che speriamo di completare portando in scena gli altri due l’anno prossimo”.
Tratto da Free Women Suite di A. Balzola e B. Schiaffino, lo spettacolo è “un inno all’emancipazione e alla libertà di essere se stessi, una riflessione sulla ribellione agli stereotipi e sul coraggio di affermare la propria identità, ieri come oggi”.
“La Dimora degli Invisibili” – 19, 20 e 21 marzo 2027 ore 21:00
A marzo, tre serate con annessi mattineé dedicati alle scuole, saranno dedicate a “La dimora degli invisibili” scritto e prodotto dallo stesso Giovanni Maria Currò. “Gianfranco Quero e Margherita Smedile, che sono due bravissimi attori – ha raccontato – mi avevano proposto di dirigere “Le sedie” di Ionesco ma in quel periodo mi sentivo particolarmente creativo e ho iniziato a scrivere qualcosa di nuovo. Ero anche alla ricerca di una casa per l’associazione e così questo titolo. Era un periodo di dimore“.
“Tra ironia, assurdo e malinconia, realtà e immaginazione si confondono, dando voce alla solitudine, alla memoria che svanisce e all’invisibilità di chi sembra ormai dimenticato dal mondo”. Lo spettacolo racconta così la storia di “due anziani coniugi vivono ricordi confusi, tra ospiti immaginari e oggetti che sembrano animarsi”, anche attraverso agli oggetti di scena creati in cartapesta da Lidia Currò.
“Anche i personaggi invisibili – precisa il direttore artistico – prendono corpo grazie alla bravura degli attori”.
“Cibate” – 17 aprile 2017 ore 21:00
“Cibate. Ovvero io prima che scappo” è per Currò “un’opera irriverente con due bravissime attrici, Francesca Garofalo e Chiara Peritore”.
Uno spettacolo che si interroga sul senso stesso del teatro seguendo le vicende di un artista, che è l’autore e regista di questa pièce teatrale e che si ritrova “alle prese con il desiderio di smettere di scrivere, di interrogare il mondo e di cercare un dialogo con una società ossessionata dall’apparire e dall’essere rappresentativi. Prima di ritirarsi decide di affidare il proprio testamento artistico a due giovani attrici e a un aiuto regia, consegnando loro pensieri scomodi, ironia corrosiva e illusioni mai del tutto sconfitte. Nasce così un gioco teatrale provocatorio, tra sarcasmo, fragilità e disincanto, in cui le protagoniste si ritrovano a fare i conti con il fallimento, le contraddizioni e le ferite dell’esistenza. che mette a nudo il rapporto tra arte, identità e società lasciando sorrisi sulle labbra e lividi nei pensieri”.
“Medea la stània” – 15 maggio 2027 ore 21:00
La stagione si chiude con una rilettura del mito classico di Medea che, “straniera prima ancora che colpevole, è una donna condannata all’esilio, privata delle proprie radici e sospesa tra memoria, dolore e perdita”.
Lo spettacolo di Chiara Putaggio con Egle Doria e Luana Rondinelli e la regia di Giovanni Carta, racconta la sua vicenda “in un dopoguerra indefinito, tra macerie emotive e identità spezzate”, in cui “diventa il riflesso di una guerra interiore in cui umano e divino si confondono. In uno spazio precario Medea e la sua Nutrice attraversano un’esistenza senza approdi, abitata da ricordi che non trovano pace”.





