MESSINA. Riceviamo e pubblichiamo, da parte di Mauro Prestipino, Ricercatore Tenure Track nel settore della Fisica Tecnica Industriale all’Università di Messina.
Il contesto economico europeo e nazionale sta premiando i territori capaci di intercettare investimenti nei settori della transizione energetica, dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità ambientale. La transizione energetica rappresenta quindi non soltanto una trasformazione ambientale, ma anche uno dei principali processi globali di sviluppo industriale, tecnologico e occupazionale del XXI secolo.
Messina possiede condizioni strutturali che la rendono potenzialmente competitiva in questo scenario: una posizione geografica unica al centro del Mediterraneo, un sistema portuale strategico, la presenza di Università degli Studi di Messina e di istituti di ricerca del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), un patrimonio urbano rigenerabile, costi operativi inferiori rispetto ai grandi centri metropolitani e un contesto naturale ideale per sperimentazioni energetiche legate a sole, vento, mare e biomasse. Tuttavia, tali potenzialità non si trasformano automaticamente in sviluppo. Occorre una strategia pubblica chiara, credibile e continuativa, capace di rendere la città attrattiva agli occhi di investitori, startup e imprese innovative. Il presente documento propone una linea di azione quinquennale finalizzata a posizionare Messina come hub delle tecnologie della transizione energetica del Sud Italia, con particolare specializzazione nei settori dell’energia sostenibile, dell’idrogeno, delle comunità energetiche, della logistica e dei trasporti sostenibili e delle tecnologie digitali applicate all’efficienza energetica e alle smart cities.
Potenzialità e opportunità di Messina
La città dispone di una collocazione geografica irripetibile: lo Stretto rappresenta uno dei principali punti di connessione tra Sicilia e continente, tra flussi marittimi e terrestri, tra Europa e Mediterraneo: grazie a tali caratteristiche, la città può rappresentare un laboratorio unico dove sperimentare nuovi approcci e nuovi modelli per la logistica, i trasporti e i collegamenti marittimi, le tecnologie energetiche ed in particolare quelle legate alla produzione, stoccaggio e trasporto di idrogeno e di altri combustibili alternativi. Nella provincia di Messina insiste proprio un importante polo petrolchimico la cui proprietà è condivisa tra ENI e Qwait Petroleum Italia: le raffinerie sono industrie altamente energivore e richiedono elevate quantità di idrogeno. Nell’ambito dei combustibili alternativi, la Sicilia presenta un potenziale inespresso a causa della carenza di impianti per la conversione delle biomasse residuali e non, e grazie all’elevata produzione di materiale organico dai settori agricolo, agro-industriale e forestale, nonché dalla frazione organica dei rifiuti municipali. L’obiettivo proposto è trasformare Messina in una delle principali piattaforme mediterranee del Mezzogiorno per l’innovazione energetica, ambientale e dei trasporti, attraverso cinque linee di intervento prioritarie.
Linee d’intervento prioritarie
Semplificazione amministrativa e velocità decisionale: Uno dei principali fattori che scoraggiano gli investimenti nel Mezzogiorno non è il costo, bensì l’incertezza dei tempi autorizzativi. Per questa ragione si propone l’istituzione dello Sportello Unico Investimenti Green Messina, struttura dedicata esclusivamente ad aziende innovative e investitori del settore energetico ed ambientale. Lo sportello dovrebbe accompagnare l’impresa dall’interesse iniziale all’insediamento operativo, coordinando uffici comunali, pratiche urbanistiche, eventuali interlocuzioni ambientali e accesso agli incentivi disponibili. Un unico sportello dedicato a tutte le tipologie di pratiche delle aziende operanti nei settori selezionati, con tempi ben definiti per le risposte. A questo deve seguire un’opera di semplificazione normativa ed autorizzativa per quanto di competenza dei comuni. A tale scopo è necessaria un’intensa attività di interlocuzione con gli organi nazionali e regionali che possono intervenire nell’attuazione dei suddetti obiettivi. Messina può distinguersi nel Sud Italia diventando una città dove “si decide rapidamente”.
Incentivi intelligenti e selettivi: Gli incentivi generalizzati producono spesso risultati modesti. È preferibile adottare strumenti mirati a imprese realmente innovative. E’ fondamentale che tali agevolazioni siano soggette a precise condizioni misurabili, come l’assunzione di un certo numero di dipendenti entro un determinato arco temporale, il fatto che aprano sede operativa in città e che vi rimangano per un periodo di tempo chiaramente definito, pena la restituzione/compensazione dei vantaggi economici ricevuti, che assumano personale qualificato residente nella regione o che intende trasferire la residenza, con incentivi fiscali anche per il personale che intende trasferire la famiglia attualmente residente altrove rispetto all’area della città metropolitana, che investano in ricerca e sviluppo. Ulteriori vantaggi (come l’estensione nel tempo delle agevolazioni e degli incentivi o la possibilità di accedere a particolari strutture appositamente realizzate) potrebbero essere concessi per le aziende che • riutilizzino immobili dismessi; • collaborino con l’Università e con gli enti di ricerca del territorio. Tali interventi non devono essere visti come una rinuncia al gettito, ma come strumenti per generare una nuova base imponibile futura e una nuova occupazione, con conseguenti ritorni sociali ed economici. Un altro ambito di intervento per un’amministrazione locale, generando un ulteriore motivo di attrazione ed interesse.
Creazione di un ecosistema fisico dell’innovazione: Le startup raramente nascono o crescono in isolamento. Tendono invece a concentrarsi in luoghi dove esistono servizi condivisi, contaminazione professionale, mentor e prossimità con investitori. Per questo si propone la nascita del Messina Green Innovation Hub, polo urbano da realizzare in immobili pubblici o aree rigenerabili. E’ fondamentale che l’amministrazione comunale si faccia soggetto promotore per l’attrazione dei principali player dei settori industriali selezionati. Questo fattore potrebbe essere determinante per riuscire ad attrarre realmente nuove imprese innovative. Il centro, oltre ad includere sale riunioni, laboratori tecnici, spazi eventi, dovrebbe contemplare l’incubazione d’impresa e programmi di accelerazione anche con attività di mentoring da parte di importanti e consildati players del settore di interesse, i quali possono rappresentare gli stakeholder delle nuove imprese innovative che si insedieranno nel territorio.
Specializzazione coerente con il territorio:Messina non deve disperdere risorse tentando di attrarre qualunque settore innovativo. È più efficace concentrarsi su pochi comparti coerenti con le vocazioni locali. Energia marina e ricerca sullo Stretto: Lo Stretto costituisce un ambiente naturale ideale per studi sulle correnti, sensoristica, monitoraggio ambientale e tecnologie sperimentali di microgenerazione. Energie rinnovabili e idrogeno: La Sicilia possiede caratteristiche particolarmente favorevoli allo sviluppo di investimenti nei settori delle energie rinnovabili, dell’idrogeno verde e delle tecnologie energetiche innovative. L’elevata disponibilità di risorsa solare ed eolica, la posizione strategica al centro del Mediterraneo e la presenza di infrastrutture energetiche e portuali rendono infatti la regione un potenziale hub energetico per il Sud Europa. Tali prospettive sono riconosciute anche nel Piano Energetico Ambientale della Regione Siciliana.
Porto e logistica dei trasporti innovativi e sostenibili: Il porto di Messina può diventare un laboratorio avanzato per elettrificazione delle banchine, logistica a basse emissioni, flotte di servizio elettriche. La decarbonizzazione dei porti è infatti una priorità europea (European Sea Ports Organisation). Inoltre, l’intera filiera legata ai combustibili alternativi (produzione, utilizzo e gestione) è di primaria importanza nell’attuale contesto storico globale. Ricordiamo in tal senso il ruolo che potrebbero giocare player nel settore della produzione di combustibili già presenti nel territorio regionale.
Comunità energetiche urbane: Messina può proporsi come modello meridionale per comunità energetiche in quartieri popolari, condomini e PMI. Le comunità energetiche sono promosse dalla normativa europea e nazionale (Direttiva UE 2018/2001).
Software per gestione dell’energia e smart city: La crescita di piattaforme digitali per monitoraggio consumi, gestione edifici intelligenti e ottimizzazione energetica rappresenta un settore a forte potenziale occupazionale. Lo sviluppo e l’incentivazione di questi settori, oltre a creare meccanismi virtuosi che porteranno nel tempo anche al risparmio per gli enti pubblici se disposti a fungere da attori protagonisti nell’implementazione di tali azioni e tecnologie, rappresenterebbero ulteriori motivi di attrazione e curiosità nei confronti della città.
Capitale umano e rapporto con l’Università e gli enti di ricerca: Senza competenze, nessuna politica industriale è sostenibile nel tempo. Il rapporto con l’Università degli Studi di Messina, così come gli enti di ricerca presenti nel territorio, deve quindi essere centrale e strutturale.
Si propone un accordo quadro finalizzato a: • incubare spin-off universitari; • co-finanziare dottorati industriali; • favorire stage curriculari nelle imprese insediate; • sviluppare laboratori congiunti pubblico-privati; • trattenere giovani laureati sul territorio. Ogni startup che resta a Messina grazie ai talenti locali genera un valore doppio: economico e sociale.
Rischi da evitare
Uno dei principali rischi consiste nella frammentazione delle iniziative e nella dispersione delle risorse disponibili su un numero eccessivo di progetti privi di una chiara priorità strategica. In tal senso, Messina dovrebbe evitare approcci generalisti e puntare invece su settori nei quali possiede reali vantaggi competitivi, come le tecnologie della transizione energetica, la logistica sostenibile, l’innovazione portuale e la ricerca applicata all’energia. Un ulteriore elemento critico riguarda la lentezza e l’incertezza dei processi autorizzativi. In molti casi, gli investitori valutano negativamente non tanto il livello della fiscalità o il costo del lavoro, quanto l’imprevedibilità amministrativa e la difficoltà nell’interlocuzione con gli enti pubblici. La capacità di garantire tempi chiari, procedure trasparenti e coordinamento tra uffici rappresenta quindi una condizione essenziale per la credibilità della strategia proposta. Particolare attenzione dovrà inoltre essere dedicata al tema del marketing territoriale e del posizionamento esterno della città. Anche territori dotati di infrastrutture e competenze rilevanti rischiano infatti di rimanere marginali se non riescono a comunicare in maniera efficace le proprie opportunità. La capacità di promuovere Messina presso imprese, investitori, startup, università e operatori industriali dovrà quindi diventare parte integrante della strategia di sviluppo. Un altro rischio significativo è rappresentato dalla possibile frammentazione istituzionale tra Comune, Regione, Autorità Portuale, Università, enti di ricerca e altri soggetti pubblici coinvolti. In assenza di coordinamento, anche iniziative valide rischiano di perdere efficacia o subire rallentamenti. Per questo motivo appare fondamentale costruire una governance stabile e collaborativa, capace di condividere obiettivi, priorità e strumenti operativi. Analogamente, gli incentivi economici e le agevolazioni dovrebbero essere subordinati a risultati concreti e verificabili, evitando misure prive di reale impatto occupazionale o industriale. Infine, uno dei fattori più importanti per il successo di una strategia di sviluppo territoriale è la continuità amministrativa. I processi di attrazione degli investimenti richiedono tempi medio-lunghi e necessitano quindi di stabilità nelle priorità politiche e amministrative. Continui cambi di indirizzo strategico, modifiche normative o interruzioni dei programmi rischiano di compromettere la credibilità del territorio agli occhi degli investitori. La finestra temporale aperta dalla trasformazione energetica europea è concreta ma limitata. Agire rapidamente, con continuità amministrativa e capacità di programmazione, può consentire alla città di intercettare una parte significativa degli investimenti e delle opportunità industriali che caratterizzeranno il prossimo decennio. Nei prossimi cinque anni molti investimenti cercheranno territori capaci di offrire spazi, velocità decisionale, competenze e visione (IEA – World Energy Outlook). Messina può candidarsi con credibilità, purché agisca subito. La città dispone delle condizioni di base per riuscirci. Occorre ora trasformarle in un progetto amministrativo.
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