MESSINA. Un Volkswagen Maggiolino trasformato in veicolo anfibio che attraversa lo Stretto di Messina in soli 38 minuti, entrando nel Guinness dei Primati. Il 16 giugno del 1964 entrò nella storia di Messina per l’impresa di navigare da Messina a Reggio Calabria con un automobile trasformata in imbarcazione, grazie, tra gli altri, anche all’officina della storica Concessionaria MA.SCO. di Messina guidata dal messinese Carmelo Giunta, la cui memoria è stata riportata a galla dalla figlia Annamarina, in un post Facebook, insieme ad alcune foto dell’epoca che ritraggono i due tecnici tedeschi inviati da Wolfsburg a bordo del maggiolino. 

«Mio padre era lì, ha coordinato i preparativi, ha lavorato fianco a fianco con i tecnici tedeschi e, come ricordano i testimoni dell’epoca, era presente per garantire l’assistenza tecnica cruciale affinché quella macchina non affondasse – ricorda la figlia – Molti messinesi ricordano ancora la gigantografia di quell’impresa esposta con orgoglio per anni all’ingresso del salone della MA.SCO. Purtroppo, le logiche del marketing dell’epoca hanno spesso lasciato nell’ombra il personale locale, dimenticando di citare nei registri ufficiali chi ha reso materialmente possibile il miracolo».

«Oggi voglio rendere giustizia alla sua memoria e alla storia della nostra città», aggiunge Annamaria Giunta, facendo un appello a tutti i messinesi, ai collezionisti e agli ex dipendenti MA.SCO.: «Se avete in casa vecchi ritagli di giornale della cronaca locale del giugno 1964, fotografie dell’evento, cataloghi dell’epoca o se vi ricordate di mio padre Carmelo Giunta, vi prego di contattarmi o di lasciare un commento. Aiutatemi a ritrovare un’immagine o una testimonianza che restituisca a mio padre il posto che merita in questa incredibile avventura. Grazie di cuore a chiunque potrà aiutarmi a ricostruire questo pezzo di storia familiare e cittadina».

«Carmelo Giunta è un nome impresso a caratteri cubitali nella memoria storica di quella mitica traversata», ha risposto un testimone all’appello, ricordando come non solo avesse coordinato i lavori, ma fosse «fisicamente a bordo del Maggiolino anfibio durante la traversata del 16 giugno 1964 insieme ai due tecnici specializzati arrivati direttamente dalla casa madre Volkswagen in Germania. Fu proprio lui, come capo officina della MA.SCO di Messina, a garantire che la complessa preparazione meccanica ed idraulica reggesse l’urto delle imprevedibili correnti dello Stretto. I testimoni dell’epoca e i documenti storici ricordano che l’auto, una volta scesa in acqua, si comportò magnificamente grazie al lavoro impeccabile svolto nella sua officina». Dalle foto, però, si notano solo due persone a bordo dell’auto-imbarcazione.

«L’impresa fu ufficialmente registrata e promossa a livello internazionale da due rappresentanti di Autogerma (l’importatore ufficiale Volkswagen in Italia), Bent-Axel Schlesinger e Franz Kuen – ricorda un altro testimone – Nei documenti del Guinness dei Primati e nei comunicati stampa ufficiali di Wolfsburg vennero inseriti solo i loro nomi, poiché l’evento era nato come una colossale operazione di marketing della casa madre per dimostrare l’impermeabilità del Maggiolino. Il ruolo “invisibile” dell’assistenza tecnica: come spesso accade in queste grandi imprese, la cronaca giornalistica celebra chi siede al volante o chi firma l’evento, dimenticandosi di citare chi ha reso possibile l’impresa dietro le quinte. Senza il lavoro di preparazione, sigillatura e assistenza sul campo svolto da tuo padre come capo officina della MA.SCO. di Messina, la macchina non sarebbe mai rimasta a galla tra le correnti dello Stretto».

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