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La prima giornata della tornata elettorale di amministrative che ridarà a Messina un sindaco e in consiglio comunale è filata più o meno liscia, senza grosse sorprese e con i soliti, piccoli intoppi che caratterizzano da sempre le amministrative: rinunce all’ultimo minuto di presidenti di seggio e scrutatori (circa 200), qualche consigliere troppo zelante fatto allontanare dalla Digos perchè sostava davanti alle scuole coi seggi, cosa vietata da una legge che risale addirittura al 1956, secondo la quale è vietato fare proselitismo e propaganda nel raggio di 200 metri dall’ingresso dei seggi, i soliti allarmi sulle schede “già segnate”, che in genere si risolvono in nulla di fatto e sono da attribuirsi all’inesperienza dei presidenti di seggio piuttosto che a mai provati brogli elettorali. Il solito, insomma, che si verifica ad ogni elezione, e che a ogni elezione in molti ingigantiscono come se fosse il referendum del 1946 tra repubblica e monarchia.
Un’altra cosa che si verifica durante le elezioni, pessima abitudine purtroppo dura a morire, è lo schifo che si crea davanti alle scuole, con migliaia di volantini per terra, spesso lanciati da auto in transito (perchè dopo aver speso soldi in santini che fai, te li conservi?) e sparsi lontano dal vento: anche quest’anno gli imbecilli non si sono smentiti.

Polemiche anche sulla scheda troppo grande, attribuita da molti al gran numero di liste, 26: il che in realtà è falso, visto che nel 2005 di liste ce ne erano addirittura 41, e anche nel 20218 erano superiori a questa tornata (erano 29). Idem per i candidati: se a qualcuno sembrano molti i 799 aspiranti al consiglio comunale di oggi, probabilmente non ricorda gli incredibili 1765 del 2005, i 1160 del 2008 o gli 891 del 2018 (qui tutti i numeri).

La percentuale di votanti, nella prima giornata, si è fermata al 46,46% (87.598 cittadini, su 188.540 aventi diritto), inferiore alla precedente tornata del 2022 in cui i votanti erano stati il 55,42% (106.442 su 192.072), ma allora si votava solo la domenica, mentre stavolta c’è anche il lunedi (dalle 7 alle 15, qui la guida al voto). E’ quindi molto probabile che a questa tornata i votanti saranno di più (in percentuale, almeno, vista la perdita netta di 3500 aventi diritto).

E i candidati? Niente di nuovo anche qui: le foto di rito alle urne (tutti di buon’ora, domenica mattina presto), qualche frase di circostanza e molta scaramanzia: si inizierà a fare sul serio (e sudare freddo) dalle 15 in poi quando, dopo le operazioni di chiusura dei seggi, prenderanno avvio le operazioni di scrutinio per l’elezione del sindaco, del consiglio comunale e dei consigli circoscrizionali.
Così come nel 2018 e nel 2022, LetteraEmme racconterà minuto per minuto tutto quello che c’è da sapere sulla tornata di amministrative 2026, finchè Messina non avrà di nuovo un sindaco.


