MESSINA. Artista irregolare, musicista, performer, autore di video e personaggio mutante della scena underground italiana, Giacomo Laser arriverà per la prima volta a Messina nella serata di sabato, 23 maggio, per una live performance, con inizio previsto per le ore 22.30, tra le mura de La Balza Futurista. Figura di culto per molti protagonisti dell’indie italiano, come Iosonouncane, Cosmo, Lo Stato Sociale, Pop X, Calcutta e Camillas, Giacomo Laser, come del resto tutti i suoi diversi alter ego, attraversa musica, videoarte e performance con ironia surreale, improvvisazione e una poetica che oscilla continuamente tra amore e morte. In vista del mini tour siciliano “Giacomo Laser Non ha Confronti – Festa senza Pace” che inizierà da Palermo, con successive tappe su Catania, Messina ed Acireale, abbiamo ripercorso insieme all’artista d’Ivrea le linee della sua identità e del suo percorso creativo, tra collaborazioni e le mille sfaccettature che lo riguardano, alla scoperta di cosa accadrà durante il live nella città dello Stretto.
Chi è Giacomo Laser?
“Sono un grandissimo artista senza esserlo. Cioè: faccio finta di fare l’artista, però in qualche modo lo sono davvero. Mi definisco un cialtrone, anche se mia figlia sostiene che non sia vero. Ma i bambini dicono sempre la verità, quindi forse dovrei ascoltarla”.
Eppure sei considerato una figura di riferimento da molti musicisti della scena indipendente italiana. Come lo spieghi?
“Perché mi copiano! Scherzo… o forse no. Diciamo che sono tanti anni che giro in questo ambiente e conosco tutti. Alla fine siamo amici, quindi non possono dire che non gli piaccio. Però mi fa piacere sapere che persone come i ragazzi de Lo Stato Sociale o Jacopo o meglio Iosonouncane parlino bene di me”.
Hai attraversato molte identità artistiche. Quali sono stati i tuoi alter ego?
“Ce ne sono stati tanti: Gioacchino Turù, Vladimir Foschia, Christian Parigi, Franco Modena, Ilario… invento continuamente personaggi. Li scelgo a caso ed in modo molto rapido. Nascono quasi sempre da necessità pratiche: non potendo pagare attori o collaboratori, interpreto tutto io. E poi sono anche molto tirchio, quindi mi conviene. Scherzo!”
Nel tuo lavoro convivono musica, video e pittura. C’è un filo rosso che lega tutto?
“Sì, ed è una cosa molto semplice: amore e morte. Alla fine tutte le cose che faccio nascono da lì. Più passa il tempo e più penso che la semplicità sia la cosa più importante. Le mie più che canzoni sono colonne sonore, non c’è differenza tra una mia canzone ed un mio quadro”.
Come definiresti la tua musica?
“All’inizio non sapevo nemmeno io cosa stessi facendo. Registravamo con mezzi terribili, con computer di casa e cassette, in una condizione molto artigianale. Facevo canzoni elettroniche d’amore in italiano. Poi col tempo ho smesso di cantare davvero e ho iniziato più a recitare, a declamare testi sopra basi elettroniche. Sono assolutamente autonomo ed indipendente in tutto, vado controcorrente rispetto alla grande industria e pubblico prevalentemente su Bandcamp”.
Hai iniziato molto presto nella scena indipendente italiana. Ti ricordi i primi passi?
“Ho iniziato a Ivrea, da dove vengo, in un’etichetta che si chiamava con un nome assurdo. Facevamo cose insieme a Cosmo, tanti anni fa. Il disco “C’è chi è morto sul Tagadà”, uscito tra il 2004 e il 2006, fu prodotto proprio da lui”.
Negli anni hai collaborato e condiviso esperienze con tantissimi artisti…
“Con Pop X, Calcutta e Camillas giravamo insieme con una cosa che si chiamava “Il pacchetto di plastica”. Erano anni bellissimi. Con Calcutta avevamo anche un gruppo insieme che si chiamava “Bella Venezia”: lui suonava il cellulare e io rappavo. Di recente sono stato in Sicilia per girare il nuovo video di Cosmo. Abbiamo girato a Pozzillo, vicino ad Acireale, tra la spiaggia del Gelsomineto e la fabbrica abbandonata dell’acqua Pozzillo”.
Se dovessi consigliare tre lavori per capire davvero Giacomo Laser, quali sceglieresti?
“Sicuramente su youtube il video “La mano di Giacomo Laser”, che mette insieme disegno, video e musica. Poi l’ultimo disco caricato su Bandcamp, che è una sorta di diario personale dell’ultimo anno. E infine direi di venire direttamente ai concerti, perché è lì che succede veramente qualcosa. Ma inserirei anche un quadro!”.

Cosa succederà sabato alla Balza Futurista?
“Non lo so mai davvero. Posso fare ballare la gente oppure farla stare ferma ad ascoltare. Dipende dall’energia della serata. Sicuramente ci sarà poesia sonora”.
Sarà anche la tua prima volta a Messina…
“Non vedo l’ora di fare un tour enogastronomico serio. A Messina non ci sono mai stato però sono da sempre molto legato alla Snowdonia Dischi, etichetta messinese che ascoltavo tantissimo quando ero ragazzo, capitanata tra tutti dall’amica Cinzia Le Fauci che tra le varie cose produsse un disco degli Aerodynamics, ovvero il gruppo precedente ai Camillas”.






