MESSINA. Un reclamo verso la commissione elettorale circondariale contro l’ammissione delle liste di Sud chiamano Nord senza le firme a supporto, e una richiesta alla Prefettura di acquisizione di un parere, apparentemente misterioso, da parte dell’ufficio legislativo e legale della Regione Siciliana, che avrebbe dovuto dirimere la questione, ma che non è stato trasmesso alle prefetture dstesse, secondo quanto ha spiegato in una conferenza stampa il candidato a sindaco del centrodestra Marcello Scurria, e che sconfesserebbe quello precedente, in virtù del quale le firme per la presentazione delle liste sarebbero invece necessarie, e quindi le liste di Federico Bassile non dovrebbero essere ammesse.
C’è sempre più pepe nella campagna elettorale per le amministrative di fine maggio tra centrodestra e Sud chiama Nord, iniziando dalla questione delle firme da presentare per le liste (quindici solo per il consiglio comunale) a supporto della candidatura di Federico Basile e continuando con quella della “confondibilità” dei simboli di Sud chiama Nord: oggi c’è un nuovo tassello.
“Ci risulta un parere dell’ufficio legislativo regionale su richiesta dell’assessorato e che non è ancora arrivato alla commissione elettorale di Messina – ha spiegato Scurria – Riteniamo plausibile che questo parere sia contrario rispetto al primo rilasciato dall’assessorato regionale ed in ogni caso è incredibile che un atto da cui può dipendere la regolarità delle elezioni ed il futiro dell’intera città, non sia stato sottoposto alle valutazioni di chi deve ammettere le liste nel contesto di una così importante competizione elettorale. Noi continuiamo a ritenere che le elezioni non possano e non debbano essere viziate da azzardi o possibili irregolarità per il bene della città. Chiedo al prefetto di Messina di acquisire il parere dell’ufficio legale regionale affinché tutto si svolga nel rispetto della legge”, conclude il candidato sindaco del centrodestra.
Non si è fatta attendere (anzi, l’ha preceduta) la risposta da parte di Cateno De Luca e di Sud chiama Nord che denunciano “denuncia il clima di pressione e intimidazione che si sta tentando di creare attorno alla fase di presentazione e ammissione delle liste a sostegno della candidatura di Federico Basile. De Luca ripercorre la vicenda: “Abbiamo posto un quesito formale all’Assessorato regionale alle Autonomie locali servizio 5 Ufficio Elettorale che sovrintende in Sicilia al corretto svolgimento dei procedimenti elettorali già il 13 marzo, in tempi non sospetti. Abbiamo espressamente preannunciato che stavamo preparando 15 liste al consiglio comunale e 50 liste alle circoscrizioni applicando il principio della esenzione delle firme per tutte le liste. Il 16 marzo il Dirigente del Servizio ha comunicato che l’esenzione delle firme è applicabile anche ad una pluralità di liste promosse dallo stesso movimento politico che ha un gruppo parlamentare regolarmente costituito nel Parlamento Siciliano. Tale parere è stato inviato a tutte le Prefetture ed uffici elettorali. Il 14 aprile il segretario generale del comune di Messina ha formulato un ulteriore quesito al medesimo servizio Ufficio Elettorale chiedendo se l’esenzione delle firme era applicabile in presenza di più liste civiche con l’inserimento della cosiddetta “lenticchia” cioè del simbolo del movimento politico esentato dalla raccolte delle firme in pluralità di liste civiche. Il 16 aprile il Servizio 5 Ufficio Elettorale confermava il precedente parere specificando che nulla osta all’utilizzo della cosiddetta “lenticchia” per usufruire dell’esenzione della raccolte delle firme anche in presenza di una pluralità di liste presentate dal medesimo movimento politico. Non abbiamo agito in modo arbitrario, ma sulla base di pareri formali dell’organo preposto”, spiega De Luca.
“Ho saputo inoltre, aggiunge De Luca, dai cosiddetti “uscieri palermitani” che, nelle prossime ore, dovrebbe arrivare una nota dell’Ufficio elettorale dell’Assessorato regionale alle Autonomie locali, finalizzata a spostare la questione sul tema dell’eventuale confondibilità dei simboli. Un profilo che, tuttavia, può essere valutato esclusivamente dalla Commissione elettorale prefettizia attraverso l’istituto della ricusazione, con la conseguente assegnazione di 48 ore per la ripresentazione dei simboli e la raccolta delle firme. È evidente che si attende questo provvedimento palermitano ad horas per esercitare pressioni sulla Commissione elettorale prefettizia proprio nella fase decisiva del procedimento”, conclude il leader di Sud chiama Nord





