MESSINA. Potrebbe esserci un problema con le firme per la presentazione delle liste di Sud chiama Nord. No, macchè, nessun problema. Si, invece, c’è il rischio di esclusione. No, impossibile, ci sono i pareri dell’assessorato regionale delle autonomie locali che confermano che le liste, quindici, collegate a Sud chiama Nord, sono esentate dalla raccolta delle firme a sostegno delle liste per le amministrative di Messina.

A seconda di chi la racconta, l’ultima novità della campagna elettorale per le amministrative che si terranno tra un mese è un grossissimo problema o un ennesimo nulla di fatto. La vicenda è scoppiata quando il candidato del centrodestra Marcello Scurria ha “sganciato la bomba”, ipotizzando un possibile errore nella presentazione delle liste a sostegno di Federico Basile, e presentando un un formale “atto di significazione” (cioè un atto formale, spesso accompagnato da una diffida, per informare ufficialmente il destinatario di un contenuto giuridico, un obbligo o una sentenza) al presidente della Commissione elettorale, per valutare la possibilità di esclusione delle liste collegate (non quella di Sud chiama Nord): Perchè?

Esiste una norma, nell’ordinamento giuridico siciliano, che permette a un partito rappresentato all’Ars da un gruppo parlamentare (quindi Sud chiama Nord) di essere esentato dalla presentazione delle firme per le liste elettorali. Secondo il leader di Cateno De Luca, la questione potrebbe dirsi conclusa sulla scorta dei pareri dell’assessorato regionale agli Enti locali che richiamano una legge del 1992. Secondo Marcello Scurria no. “La mancata raccolta delle firme per presentare le liste di Sud chiama Nord ha alimentato dubbi sulla regolarità della campagna elettorale“, ha dichiarato Scurria.

Come mai al candidato sindaco del centrodestra non basta il parere degli uffici elettorali della Regione Siciliana? Sostanzialmente perchè la lista di Sud chiama Nord è solo una, mentre le altre 14, pur riportando in piccolo nel simbolo il nome del partito, di fatto sarebbero solo collegate, ma non direttamente riconducibili a Sud chiama Nord.

Cosa dice la legge regionale in merito? Secondo il dirigente del servizio elettorale Giovanni Cocco, la norma non pone limiti all’applicazione del disposto” secondo il quale “l’esenzione alla sottoscrizione delle liste e delle candidature per i partiti o gruppi politici costituiti presso l’assemblea regionale siciliana in gruppo parlamentare o che nell’ultima elezioni regionali abbiano ottenuto almeno il seggio“, tant’è che il secondo periodo del comma in trattazione, “in tali ipotesi le liste dei candidati saranno sottoscritte e presentate dal rappresentante regionale del partito del gruppo politico, o da una o più persone dello stesso delegate, con firma autenticata“, è coniugato al plurale“, scrive il dirigente. In un altro parere, richiesto da Cateno De Luca, la questione è ancora più esplicita, ed è contenuta in un comma dell’articolo 7 della legge del 1992, che spiega la validità dell’esenzione di presentazione delle firme “anche se presentino liste contraddistinte dal contrassegno tradizionale affiancato da altri simboli“. Qualunque sia la risposta, Scurria ha dichiarato che potrebbe ricorrere al Tar per dirimere la questione.

“Scurria dice di avere un parere successivo che smentisce i due suddetti pareri? Lo renda pubblico”, ha dichiarato De Luca, mentre Federico Basile ha parlato senza mezzi termini di “procurato allarme”, anche se ammette che “se ci sarà un ricorso, lo aspetteremo e vedremo cosa verrà stabilito per la legge”. Scurria, invece, maramaldeggia: “E’ mio auspicio che nessuno venga escluso dalla competizione elettorale e soprattutto spero che la città non subisca ripercussioni a seguito di procedure sbagliate che rischiano di invalidare le elezioni o parte di esse. Per questa ragione sono disponibile ad aiutare il mio avversario Basile nella raccolta delle firme”.

Sulla questione si è espresso anche il Partito democratico per voce del segretario regionale Armando Hyerace:”Un partito che è già all’ARS, quindi esentato dalla raccolta firme, decide di presentarsi con quindici liste. Non è partecipazione. Non è pluralismo. È un trucco per aggirare, poi vedremo anche sul piano della legittimità, una regola semplice: un partito, una lista. Regola che vale per tutti. Anche per il PD, che se vuole un’altra lista le firme se le va a prendere, una per una. Qui invece si fa finta di essere quindici cose diverse quando si è una sola. Si gonfia artificialmente il consenso. Si costruisce una rappresentazione falsata. La raccolta firme per le civiche esiste per una ragione precisa: misurare se dietro c’è davvero qualcuno. Se salti quel passaggio, non stai allargando la democrazia: la stai piegando”.

Ma in concreto, cosa potrebbe succedere? Nell’immediato, due cose. La questione si risolve con un nulla di fatto, e le amministrative vanno avanti normalmente, oppure Sud chiama Nord decide di non correre il rischio, raccoglie le firme per tutte e 15 le liste, e il motivo del contendere termina lì. Nel caso in cui il partito di De Luca, forte dei pareri regionali, decidesse di continuare su questa linea, e Scurria tenesse fede al proposito di ricorrere al Tar, potrebbero sorgere dei problemi, con elezioni amministrative di fatto “sub iudice”: se i giudici amministrativi riconoscessero la bontà dell’interpretazione di Sud chiama Nord, si andrebbe ad elezioni normalmente, se invece avesse ragione Scurria, 14 liste su 15 di sud chiama Nord potrebbero essere escluse dalla competizione, il che farebbe ovviamente scattare ricorsi al Consiglio di giustizia amministrativa, organo di appello secondo grado amministrativo in Sicilia, e difficilmente si avrebbe la possibilità di arrivare al giorno delle elezioni con una sentenza definitiva.

Questo aprirebbe uno scenario simile a quello che nel 2007 ha fatto decadere l’allora sindaco Francantonio Genovese, a causa del ricorso di una lista di socialisti napoletani esclusa dalla competizione di dicembre 2005, che ha di fatto invalidato la tornata elettorale (non solo per il sindaco, ma anche per il consiglio comunale) con conseguente commissariamento.

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