MESSINA. Possibilità di “ricusazione della lista per la quale la competente commissione elettorale circondariale abbia riconosciuto la prevalenza dei singoli elementi di confondibilità”. L’ufficio elettorale della Regione Siciliana ha sganciato una bomba che potrebbe far venire i sudori freddi a Federico Basile e Cateno De Luca, che stamattina depositeranno le quindici liste per il consiglio comunale, e le decine per i quartieri senza le firme a supporto, forti del parere rilasciato dal dirigente del servizio elettorale Giovanni Cocco secondo cui un partito rappresentato all’Ars da un gruppo parlamentare (quindi Sud chiama Nord) è esentato dalla presentazione delle firme per le liste elettorali.

Perchè, oltre alla questione delle firme, contestatissima dalle opposizioni (col candidato del centrodestra Marcello Scurria che ha annunciato azioni e iniziative) c’è il concreto pericolo che intervenga anche quella della “possibilità che un medesimo partito o gruppo politico si candidi nella stessa competizione elettorale, risultando presente con più liste dai simboli similari ma inequivocabilmente riconducibili al medesimo partito, ovvero una lista recante il proprio simbolo e, contestualmente, con un’altra lista )o più liste) recante il medesimo proprio simbolo o similare e, all’interno del relativo contrassegno, anche altri simboli”. Esattamente il caso di specie delle quindici liste riconducibili a Sud chiama Nord.

La richiesta è partita dalla prefettura di Palermo che ha chiesto chiarimenti in merito. E il 23 aprile Giovanni Corso, dirigente dell’ufficio elettorale dell’assessorato regionale alle Autonomie locali, ha risposto citando un decreto legislativo del 1960 secondo cui la commissione elettorale circondariale “ricusa i contrassegni di lista che siano identici o che si possono facilmente confondere con quelli di altre liste presentate in precedenza o notoriamente usati da altri partiti o raggruppamenti politici”. Un principio, spiega il dirigente, che secondo l’orientamento giurisprudenziale “risponde alla duplice funzione di tutela della libertà di voto sotto il profilo della formazione del libero convincimento di cui il voto vuole essere manifestazione di garanzia, e della correttezza e della lealtà della competizione tra le formazioni politiche di fronte al cittadino elettore”.

In pratica Sud chiama Nord, per avere la possibilità di presentare le liste senza firme, apponendo quindi il nome del partito in ciascuna delle 15 liste presentate al consiglio comunale, potrebbe essere incappata nell’estremo opposto, ossia nella confondibilità delle liste, che presentano caratteri grafici uguali. Il partito di Cateno De Luca, quindi, si troverebbe tra due fuochi, perchè per ovviare ad un problema, cadrebbe inevitabilmente nell’altro: e sulla questione, come per l’esenzione dalle firme, c’è chi è pronto ad interpellare il tar con un ricorso, qualora la commissione elettorale circondariale non dovesse eccepire alcunchè e accettare le liste. In quel caso, si concretizzerebbe il rischio di elezioni sub iudice e uno scenario simil 2007.

C’è di più: “A proposito poi della concreta valutazione in ordine alla confondibilità del contrassegno di lista presentato, la stessa giurisprudenza amministrativa ha avuto modo di ribadire che ai fini di valutare la presentazione di contrassegni di lista identici o facilmente confondibile con quelli già presentati o con quelli notoriamente usati da altri partiti, l’interprete deve fare riferimento alla normale diligenza dell’elettore medio“, sostiene ancora il parere.

“Tali considerazioni postulano, pertanto, che la valutazione di che trattasi dovrà riferirsi non appena (sic) il contrassegno nel suo complesso, ma anche a singoli elementi che lo caratterizzano e che potrebbero trarre in inganno l’elettore, sia nel periodo antecedente le elezioni sia al momento dell’espressione del voto, con la conseguente ricusazione della lista per la quale la competente commissione elettorale circondariale abbia riconosciuto la prevalenza dei singoli elementi di confondibilità”, conclude il dirigente regionale.

La segreteria di Federico Basile ostenta granitica certezza di essere nel giusto. “Siamo a conoscenza del parere, andiamo avanti per la nostra strada”, spiegano.

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