MESSINA. Dopo i guai giudiziari, quelli riguardante la sua attività da professore ad Unime, e la sconfitta nella corsa a rettore dell’università di Porto, in Portogallo, per Salvatore Cuzzocrea arrivano anche quelli legati alla sua attività di ricerca scientifica in qualità di farmacologo. In un editoriale del 3 aprile, il Journal of Pharmacology and Experimental Therapeutics ha pubblicato un “Expressions of Concern, Corrigenda, and a Retraction” relativo a un totale di 15 articoli scientifici dei quali Cuzzocrea era coautore (cioè ha contribuito significativamente alla realizzazione del lavoro di ricerca e alla stesura dell’articolo insieme ad altri autori) o “corresponding author” (Autore Corrispondente, cioè chi è incaricato di gestire tutta la comunicazione con la rivista scientifica, quindi invio dell’articolo e gestione dei commenti dei revisori e invio delle versioni corrette).

“Le riviste della American Society for Pharmacology and Experimental Therapeutics (ASPET) – si legge nel redazionale – sono venute a conoscenza di informazioni pubblicamente disponibili che indicano potenziali problemi di integrità delle immagini in articoli di ricerca originali pubblicati su The Journal of Pharmacology and Experimental Therapeutics (JPET) e Molecular Pharmacology (Mol Pharm). L’Editore Etico dell’ASPET ha completato un’analisi indipendente di tali questioni e ha rinvenuto prove di duplicazione e/o alterazione di immagini in specifiche figure presenti in 15 articoli. Il professore Salvatore Cuzzocrea, dell’Università di Messina, che è stato coautore o autore corrispondente di tutti questi articoli, ha riconosciuto che tutti i dati presentanti problemi di integrità delle immagini sono stati generati nel suo laboratorio.”

Cos’è un “Expressions of Concern, Corrigenda, and a Retraction”? i tre termini indicano i diversi livelli di correzione che una rivista scientifica applica a un articolo già pubblicato, a seconda della gravità del problema riscontrato: Corrigenda (Correzioni) è il livello più lieve. Si usa quando viene scoperto un errore involontario che non invalida i risultati della ricerca (ad esempio, un refuso nel nome di un autore, un’unità di misura errata o un’immagine scambiata per errore). L’articolo rimane valido, ma viene pubblicata una nota che corregge lo sbaglio. Expressions of Concern (Espressioni di preoccupazione) è un avviso di allerta. L’editore lo pubblica quando ci sono forti sospetti di cattiva condotta (frode, manipolazione dei dati, plagio) o errori gravi, ma non ci sono ancora prove definitive per ritirare il lavoro. Serve per avvertire la comunità scientifica che si  indagando su questo studio, quindi di usare i dati con cautela”. Retraction (Ritrattazione) è la misura più drastica. L’articolo viene ufficialmente annullato perché i risultati non sono più considerati affidabili, e ciò accade in caso di dati falsificati o manipolati, errori scientifici così gravi da rendere nulle le conclusioni, plagio o doppia pubblicazione. In questo caso l‘articolo non scompare dal web (per mantenere una traccia storica), ma viene marchiato con una scritta rossa “retracted” per avvisare che quel lavoro non ha più valore scientifico.

L’annuncio fa seguito a un’analisi indipendente condotta dall’editore etico della società, il quale ha riscontrato “Western blot” (una particolare tecnica di laboratorio) duplicati e alterati, una scarsa qualità delle immagini e set di dati privi di informazioni sufficienti sulle modalità di raccolta e analisi.

Di Cuzzocrea, come coautore, risultano ritrattati cinque articoli scientifici: Uno, pubblicato su BMC Neuroscience, è stato ritirato perché conteneva dati già apparsi in una pubblicazione precedente. Un altro articolo è stato ritirato l’anno scorso da Biology per la presenza di immagini sovrapponibili, un altro ancora da Biomedicine & Pharmacotherapy per sovrapposizioni di immagini, e l’ International Journal of Molecular Science ne ha ritirati altri due quest’anno per la presenza di duplicazioni e ‘editing inappropriato’ di micrografie”.

Cuzzocrea ha al suo attivo 1005 pubblicazioni come autore o coautore, con quasi 58mila citazioni, (altre fonti ne segnalano quasi 73mila) un h-index di 133, è 56mo nella classifica “Top Italian Scientist in Biomedical Sciences”, ed è risultato per sei anni consecutivi (2020-2025) tra i “top 2%” degli scienziati nel suo ambito accademico.

Della vicenda, Cuzzocrea ne ha parlato durante la sua relazione di fronte alla commissione che è stata chiamata a scegliere il rettore dell’università di Porto, in Portogallo, ruolo per il quale Cuzzocrea aveva fatto domanda. “Se la vostra domanda è, è vero che alcune pubblicazioni in cui il vostro nome compare con qualche collega di altre università portoghesi in collaborazione sono state ritirate. La risposta è sì. La domanda è, qual è il mio ruolo in quel documento? Alcuni di voi sono nella Facoltà di Medicina. Siamo dieci autori in quell’ambito. Perché parlano di me? E non degli altri nove? Perché ero il presidente dell’Università Italiana. E ad essere onesti, quando ho incontrato, come presidente, [persone] per questioni di rigore editoriale, allora dico come voglio fare alcune di queste cose. Quando ho incontrato quelle persone, ho detto: perché non siete contenti? Perché non aiutate l’università? Avete realizzato un programma che controlla eventuali plagi. Lo usiamo per le tesi di dottorato, per gli studenti, lo facciamo per le nostre pubblicazioni in ogni momento. Perché non fate le stesse cose? Com’è possibile che trovo un manoscritto con l’immagine, l’immagine nell’angolo, forse è la stessa di una pubblicazione che ho fatto 10 anni fa. Non posso ricordarlo. Nessuno di noi può ricordarlo. Ho bisogno di aiuto. E la rivista deve farlo. Perché paghiamo le riviste per pubblicare. È possibile che ci sia qualche errore nel mio laboratorio? Sì. Abbiamo risposto a tutti i commenti. Sì. Sono state fatte alcune correzioni. Sì. Ci ho messo la faccia per tutti i miei colleghi di Porto, di Lisbona, di Londra, di Harvard, di Cincinnati, di San Luis. Ci ho messo la faccia. Perché se vuoi essere un leader, devi metterci la faccia. Non puoi lamentarti di essere su internet”.

 

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