MESSINA. Un habitat unico al mondo per la sua eccezionale biodiversità, nonché un laboratorio privilegiato per lo studio degli ecosistemi marini e dei cambiamenti climatici. O ancora, “un luogo dove correnti leggendarie custodiscono forme di vita uniche e straordinarie”, come si legge nella locandina dell’evento. È lo Stretto di Messina il protagonista del convegno organizzato ieri mattina a Palazzo Zanca in occasione della Giornata mondiale della Terra. A promuoverlo, la Stazione Zoologica Anton Dohrn e l’Inner Wheel Club dello Stretto di Messina, con il patrocinio del Comune.

Protagonista dell’incontro è stato il documentario “Il valore della Biodiversità attraversa lo Stretto di Messina”, diretto dal fotografo e videomaker subacqueo Roberto Rinaldi, realizzato nell’ambito del National Biodiversity Future Center. Un viaggio di 21 minuti sopra e sotto le acque dello Stretto, dalle spiagge ai fondali della sella, attraverso praterie di Posidonia e addensamenti di Laminaria. Un’immersione senza precedenti alla ricerca di Errina aspera, unico rappresentante mediterraneo della famiglia Stylasteridae.

Tanti i temi affrontanti nel filmato, dai pesci abissali alle correnti dello Stretto (che possono raggiungere i 200 cm al secondo), fino ai grandi predatori di passaggio. Uno spettacolo naturale fatti di distese di gorgonie, pesci trombetta e foreste sottomarine in cui brulica la vita. Una vita coloratissima. Nel documentario si parla anche della conformazione dei fondali, quello prossimo al Tirreno e quello vicino allo Ionio (variano dai 2000 ai 70 metri), e dello stress termico a cui è sottoposta la flora a causa dei cambiamenti climatici.

Il viaggio si conclude alla scoperta di una creatura misteriosa, l’Errina aspera (una particolare specie di corallo che colonizza zone rocciose su fondali dai 90 m ai 250 m di profondità), con le riprese delle immersioni rese ancora più ostiche dalle correnti e dal passaggio delle navi.

Di seguito il documentario integrale:

LA STAZIONE ZOOLOGICA. Antico e prestigioso ente di ricerca, la Stazione Zoologica Anton Dohrn (Istituto Nazionale di Biologia, Ecologia e Biotecnologie Marine) fu fondata a Napoli nel 1872 da Anton Dohrn, visionario biologo evoluzionista. Dal 2019 ha una sede territoriale in Sicilia con un polo a Messina (a Villa Pace, grazie alla collaborazione con l’Università) e uno a Palermo. L’idea di istituire delle stazioni zoologiche lungo le coste Dohrn la ebbe proprio a Messina, e ce n’è traccia nel suo carteggio con Darwin.

IL DIBATTITO. A moderare l’incontro, pre e post proiezione, è stata Silvana Paratore, legale esperto di politiche sociali. Tante le personalità del mondo scientifico e delle autorità che hanno approfondito temi cruciali quali la ricerca scientifica, la tutela degli ecosistemi, la governance e lo sviluppo sostenibile delle attività legate al mare: Teresa Romeo, direttrice delle sedi Sicilia e Calabria della Stazione Zoologica Anton Dohrn, Paola Dugo, prorettrice alla ricerca dell’Ateneo di Messina, l’ammiraglio Giuseppe Sciarrone, direttore marittimo di Calabria e Basilicata Tirrenica, il comandante di Marisuplog capitano di Vascello Gabriele Belfiore, la presidente dell’Inner Wheel International Club dello Stretto di Messina Letizia Ragona, la direttrice dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale Paola Del Negro, e ancora Claudio Berti, esperto marittimo con oltre vent’anni di esperienza dedicata alla gestione e alla tutela dell’ambiente marino, Ivana Bonaccorsi, professoressa associata di Chimica degli Alimenti presso il Dipartimento ChioioFarAm, Daniela Pica, ricercatrice della stazione zoologica Anton Dohrn, Aurora Notarianni, legale consulente del Wwf Italia, e Donatella Manzo, dirigente del Servizio 2 Dipartimento della Pesca mediterranea della Regione Sicilia. Presenti anche gli studenti di vari istituti scolastici.

“Dall’incontro – spiega una nota – è emersa con chiarezza la necessità di rafforzare la collaborazione tra istituzioni, enti di ricerca e territorio per garantire la salvaguardia di un patrimonio naturale unico, promuovendo al contempo modelli di sviluppo sostenibile. L’iniziativa ha confermato il valore della divulgazione scientifica come strumento fondamentale per accrescere la consapevolezza collettiva e favorire azioni concrete a tutela dell’ambiente marino”.

 

 

 

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