MESSINA. Mentre tutti gli altri contendenti sono chi ai blocchi di partenza (Lillo Valvieri, ammesso che riesca a raccogliere le firme necessarie per la presentazione della candidatura, e Gaetano Sciacca, che la sua, di candidatura, l’ha lanciata col botto proprio ieri), chi in campagna elettorale da una settimana (il candidato del centrodestra Marcello Scurria), e chi da sei mesi, come l’uscente e dimissionario Federico Basile, il PD non riesce ancora, dopo più o meno due settimane di discussioni, a sciogliere il nodo della candidatura a sindaco.

E non ci riesce per una lunga serie di motivi, che partono dalla fuga in avanti di Avs di qualche settimana fa, che aveva lanciato sul tavolo delle trattative del campo largo progressista il nome del biologo e sindacalista Paolo Todaro, dalle cui denunce sono partiti i fatti che hanno portato alle dimissioni alle indagini sull’ex rettore di Unime Salvatore Cuzzocrea, e che poi si è ritirato per una spaccatura dentro i tavoli regionali di Avs (cosa che ha provocto le dimissioni della segretaria provinciale Alessandra Minniti, che Todaro lo aveva proposto), alla proposta della senatrice Dafne Musolino di Italia viva, ventilata dal segretario del partito regionale Davide Faraone, quella della senatrice del Movimento 5 stelle Barbara Floridia (durate praticamente nulla), fino alla triade democratica Antonella Russo, Maria Flavia Timbro e Alessandro Russo, dati a giorni alterni come favoriti, senza che si sia riusciti a trovare una quadra in direzione provinciale.

La bomba è definitivamente esplosa ieri sera tardi, quando già il nome di Maria Flavia timbro aveva perso quota qualche giorno prima, e a contendersi la ormai non troppo ambita nomina a candidato per lo scranno più alto di palazzo Zanca, erano rimasti Antonella e Alessandro Russo. Almeno finché un lancio Ansa, arrivato intorno alle 20, non aveva dato per certa la decisione convergente su Antonella Russo.

“A Messina il Pd ha proposto in maniera ufficiale la candidatura a sindaco di Antonella Russo, nome che si aggiunge a quello di Dafne Musolino avanzata da Italia Viva”, scriveva l’Ansa, parlando di “riunione è durata poco più di un’ora”, e di un tavolo al quale erano seduti “tutti gli azionisti dell’area progressista, nonostante qualche fibrillazione dei giorni scorsi : Pd, M5s, Controcorrente, Avs e Italia Viva”.

Il problema è che a Messina non ne sapeva nessuno niente: la direzione provinciale era riunita dalle 14, e tra dissidi, veti, ragionamenti, fughe in avanti e ritrattazioni, non si era ancora sciolto il nodo tra gli omonimi Antonella e Alessandro: almeno a livello locale, perché a Palermo era già stato tutto deciso senza interpellare Messina, in cui era in corso la discussione che avrebbe portato alla votazione prevista per sciogliere finalmente il nodo, col risultato di delegittimare le scelte locali in favore di quelle regionali.

La questione ha provocato ovviamente mugugni, proteste e imbarazzi, soprattutto da parte del segretario provinciale Armando Hyerace che stava faticosamente tentando di trovare finalmente la quadra. Ad opporsi al diktat palermitano e alla decisione non concordata con gli interessati messinesi da parte della segreteria regionale, guidata da Anthony Barbagallo, è stato il deputato regionale Calogero Leanza: risultato, interruzione della direzione, rinviata sine die, e minacce di portare la questione dell’entrata a piedi uniti della segreteria regionale, ai vertici nazionali del partito.

Ad aggiungere altro sale alle ferite, c’è la possibile uscita dalla coalizione di Italia Viva. in una nota, Davide Faraone, ha spiegato che “Avevamo offerto alla coalizione di centrosinistra la disponibilità di una candidatura autorevole come quella della senatrice Musolino, convinti che fosse la candidatura più adatta per competere e non solo per partecipare. Purtroppo tanti giorni sono passati invano. Così invece che discutere con la città si è discusso nelle sedi chiuse di partito. Per questo con grande dispiacere comunico che la candidatura di Dafne non è più sul tavolo e ci convocheremo nelle prossime ore per decidere cosa fare“: Musolino, qualche settimana fa, sembrava aver stretto alleanza con Gaetano Sciacca.

Nel frattempo, tra due mesi e mezzo si vota. E il centrosinistra a Messina non ha un candidato.

 

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