MESSINA. Socializzare con i vicini di casa, condividere necessità, scambiarsi professionalità, portare avanti progetti collettivi di interesse comune e trarre tutti i benefici derivanti da una maggiore interazione sociale. Sono questi gli obiettivi del progetto Via Consolare Valeria Social Street”, iniziativa promossa dai ragazzi dell’Associazione Ionio Circolo Arci sulla scia del successo di “Residenti in Via Fondazza – Bologna“, il primo esperimento di vicinato 2.0 al mondo avviato nel settembre del 2013 da una coppia che si era appena trasferita sotto le Due Torri.

L’idea alla base del concept creato da Federico Bastiani e sua moglie Laurell è molto semplice: i due non conoscono nessuno in città e per interagire con il vicinato creano prima il gruppo sul social network e poi affiggono un semplice avviso in strada. Le iscrizioni al gruppo aumentano nel giro di pochi giorni e in men che non si dica in migliaia, fra ex ed attuali residenti, si iscrivono alla pagina per conoscersi, condividere progetti e aiutarsi a vicenda. Qualcuno ha bisogno di un uovo o di un po’ di sale? Basta un post sul gruppo e il problema è risolto. Ma non solo, perché la condivisione di interessi e la socialità ha permesso ben presto di risolvere problemi, far fronte comune ed organizzare tanti eventi ed attività culturali, contribuendo a valorizzare la via e tutto il quartiere. 

Un progetto finito sul New York Times e “plagiato” ad ogni latitudine, con ben 393 strade social sparse tra Europa, Brasile, Nuova Zelanda… e Messina, con l’obiettivo di dar vita anche in riva allo Stretto a una comunità che unica la condivisione social al piacere di stare assieme e di conoscersi di persona. Proprio come nei vecchi quartieri di una volta, piccoli microcosmi urbani in grado di tenere viva la storia e le tradizioni di un rione. 

 

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