Emergenza rifiuti, Cateno De Luca perde le staffe. E annuncia epurazioni

"Esistono situazioni dentro MessinaServizi che vanno sradicate, e ci danno conferma che è un sistema malato che ha più protagonisti che vanno ridimensionati", sbotta il sindaco. Ecco chi rischia

 

MESSINA. “Mi sono stancato di prendere sputi in faccia!”. L’incipit dell’ultimo post di Cateno De Luca sulla sua pagina Facebook è piuttosto eloquente, ma mai quanto le fotografie in cui il sindaco si è fatto ritrarre accanto a cassonetti traboccanti di immondizia, volutamente, per sottolineare come l’emergenza rifiuti che dura da oltre un mese sia tutt’altro che terminata:

“Oggi ho fatto l’ennesimo controllo per verificare come stavano procedendo le azioni straordinari messe in atto dal direttore generale di Messina Servizi, unico responsabile della gestione, per risolvere la situazione di grave crisi della raccolta dei rifiuti. Ancora non ci siamo, la città è sporca”, ha sottolineato De Luca.

“Noi spendiamo circa 4 milioni di euro al mese per il servizio di raccolta rifiuti – ha spiegato – Il direttore generale mi ha chiesto pieni poteri per risolvere la situazione ed io in occasione dell’assemblea dei soci di Messina Servizi del 10 novembre glieli ho concessi fino al 30 novembre”.

Quindi le domande, probabilmente rivolte via Facebook in maniera che siano chiare a tutti: “Perché lo svuotamento dei cassonetti e la raccolta dei rifiuti viene svolta a macchia di leopardo (uno si e due no nella stessa zona o asse stradale) ? Si tratta di una strategia o di cattivo funzionamento ? E l’ufficio ispettivo di Messina Servizi cosa sta facendo (i cosiddetti settimini ) ? Il 30 novembre sta arrivando e penso che le teste che rotoleranno saranno tante“, conclude minaccioso.

A quali teste si riferisce? Chiamato in causa due volte in poche righe, Aldo Iacomelli, direttore generale, era stato “messo in mora” già due settimane fa , all’epoca del conferimento dei poteri speciali, andati a lui per uscire dall’emergenza. Che Iacomelli ha sfruttato sia dal punto di vista operativo, noleggiando mezzi supplementari per sopperire alla mancanza di quelli guasti, sia dal punto di vista gestionale, rivoluzionando l’organizzazione operativa di MessinaServizi e facendo cadere a sua volta molte teste. Nessun riferimento, invece, al consiglio d’amministrazione (Pippo Lombardo, Mariagrazia Interdonato Lorenzo Grasso), al dirigente del dipartimento Ambiente Romolo Dell’Acqua e all’assessore all’Ambiente Dafne Musolino, come invece aveva fatto dopo la riunione dei soci del 10 novembre.

In un video, filmato durante un sopralluogo, De Luca lamenta “interventi a macchia di leopardo: in molte zone della città trovo strade pulite, ma cento metri più avanti ci sono i marciapiedi pieni di immondizia. la situazione non va, lo sto constatando, e la prossima settimana terminerà il termine che abbiamo assegnato. Sono sempre più convinto che esistono situazioni dentro MessinaServizi che vanno sradicate, e ci danno conferma che è un sistema malato che ha più protagonisti che vanno ridimensionati. E’ giunto il momento di procedere senza indugio”, ha concluso il sindaco

 

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