Emergenza rifiuti, De Luca: “O si risolve entro il 30 novembre o cadranno le teste”. Ecco chi rischia

Il sindaco assegna il termine perentorio, trascorso invano il quale ci sarà la rimozione del direttore generale, e a cascata del consiglio d'amministrazione, dirigente all'Ambiente ed assessore. Intanto, però, poteri speciali a Iacomelli, poi provvedimenti interni ed azioni risarcitorie nei confronti dei responsabili

 

MESSINA. “Gravi aspetti gestionali e mancata individuazione di concrete ed immediate soluzioni all’attuale stato di criticità”, provvedimenti interni ed azioni risarcitorie nei confronti di ha causato l’emergenza rifiuti, pieni poteri al direttore generale Aldo Iacomelli rimuovendo tutte le figure organizzative intermedie ma anche un termine perentorio nel quale dichiarare conclusa l’emergenza (il 30 novembre), trascorso inutilmente il quale inizieranno a  saltare le teste: prima il procedimento di rimozione del direttore generale, quindi a cascata le responsabilità di consiglio d’amministrazione Pippo Lombardo, Mariagrazia Interdonato e Lorenzo Grasso), dirigente del dipartimento Ambiente Romolo Dell’Acqua ed infine assessore all’Ambiente Dafne Musolino.

MessinaServizi o uscirà dalla crisi dei rifiuti che hanno ridotto la città ad una fogna a cielo aperto da due settimane o ne uscirà rigirata come un calzino: è quanto il sindaco Cateno De Luca ha deciso alla fine dell’assemblea dei soci della partecipata. Un deciso ultimatum al direttore generale Aldo Iacomelli, ma anche ai “suoi” uomini, dal consiglio d’amministrazione all’assessore Dafne Musolino.

E quindi come si uscirà dalla crisi? Pieni poteri a Iacomelli (che per prima cosa ha chiesto al consiglio d’amministrazione di “rimuovere ogni ostacolo formale rappresentato da pregresse decisioni assunte dall’Amministratore Unico pro tempore ed ancora pienamente vigenti al fine di chiarificare le catene di comando, e le responsabilità per l’attuazione dello scopo sociale dell’azienda”.

Quindi, a breve termine, noleggiando un numero di mezzi adeguato a fronteggiare l’emergenza: dieci, per 88mila euro iva esclusa per raccogliere le 150 tonnellate di rifiuti che da giorni giacciono a terra, a cui si aggiungono le circa 100 tonnellate stimate nei cassoni non ancora svuotati, ai quali vanno aggiunti i costi per gli straordinari e gli interventi di sanificazione e disinfestazione. Poi sarà la volta della gara per scegliere chi effettuerà la manutenzione ai mezzi, evitando così che si rompano e provochino il casino delle ultime due settimane. E qui iniziano i problemi.

“E’ emerso inoltre che l’individuazione del RUP e la consequenziale gara per l’affidamento del servizio di manutenzione dei mezzi è stato effettuato con enorme ritardo, sia quello complessivo con procedura europea e sia quello ponte sotto soglia di 200 mila euro”, avverte però De Luca, puntando il dito velatamente contro Iacomelli: il direttore generale e il consiglio d’amministrazione, comunque, sono blindati fino al ritorno alla normalità: “Il socio unico – si legge nel verbale d’assemblea – ha ribadito e ribadisce che soprattutto in questa fase e fino a quando non sarà ripristinata la normalità del servizio non intende procedere a specifiche attività accertative di responsabilità nei confronti del direttore generale e degli organi amministrativi della Società, fermo restando che li onera definitivamente ad adottare tutti provvedimenti necessari per risolvere la situazione”.

Il clima da caccia alle streghe, però, a MessinaServizi è tangibile: De Luca “ha ammonito i destinatari della citata nota richiamando tutti alle rispettive responsabilità e li ha anche invitati, se ne ricorrono i presupposti a denunziare all’autorità giudiziaria qualunque fatto e circostanza possa aver determinato o contribuito a determinare tale situazione fermo restando che comunque sono evidenti profili di responsabilità gestionali per come si evince dalle relazioni. Il Socio unico attende di conoscere le soluzioni che il CdA ed in particolare il DG intende attuare e consequenzialmente si determinerà nel condividerle o nel respingerle, fermo restando comunque l’accertamento delle responsabilità che non si rinuncia ad espletare successivamente nelle sedi opportune. Tale atteggiamento del socio unico non può e non deve essere inteso come manleva per tutto ciò che allo stato attuale si è verificato“, ci tiene a puntualizzare il sindaco.

Tregua armata, quindi: giusto per affilare i coltelli in vista della resa dei conti, una volta che la città sarà tornata alla normalità. Tra venti giorni

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Pasquale Brizzi

Durante gli ultimi mesi il mio orologio biologico si era regolato sull’ora del passaggio del camion della spazzatura (01:00 AM elastico!) e le campane di Padre Enzo (07:00 AM sharp!). Adesso mi sveglio all’Una ed aspetto Godot.
A proposito, come han fatto i camion della spazzatura a rompersi tutti nello stesso momento? Beh, forse ci vogliono proprio i meccanici dell’autorità giudiziaria!