Discarica Mazzarrà, sentenza del Tribunale azzera i debiti di Tirrenoambiente

I contratti stipulati per gli affidamenti esterni erano nulli, per questo i crediti non saranno più esigibili: più di un milione di euro di contratti tra il 2010 e il 2015. Soddisfazione di Sonia Alfano, liquidatore della società

MESSINA – Debiti per più di un milione completamente azzerati per la società che gestiva lo smaltimento rifiuti della discarica di Mazzarrà Sant’Andrea. È questa la decisione del Tribunale che con sentenza del 6 febbraio 2018, ha accolto l’opposizione a decreto ingiuntivo della partecipata pubblica Tirrenoambiente S.p.A.

I contratti stipulati da Tirrenoambiente tra il 2010 e il 2015 erano stati affidati senza gara, senza cioè alcuna evidenza pubblica, per questo il Tribunale di Messina ha ritenuto nulli i debiti della società e inesigibili i crediti: “Sono coinvolti affidamenti per oltre un milione di euro e anche il Tribunale di Milano aveva già accolto, ma solo in fase cautelare, tale tesi sostenuta dal legale –  scrive a commento della sentenza Sonia Alfano, liquidatore della società -. Accogliendo la tesi dell’Avvocato Santi Delia il Tribunale ha chiarito che “il contratto posto a base della pretesa dell’impresa opposta deve essere considerato nullo, essendo pacifico che in tema di appalto di opere pubbliche, il contratto che sia stato stipulato a seguito di trattativa privata è nullo ex art. 1418, 1 comma, c.c. per contrarietà alle norme imperative che prescrivono il ricorso alle regola dell’evidenza pubblica per la scelta del contraente, a garanzia del buon andamento e dell’imparzialità dell’amministrazione”. Si tratta della prima decisione di merito riguardante tali modelli di società con partecipazione pubblica, su cui qualche tempo addietro era intervenuta anche l’Anac”.

“Secondo il Tribunale – spiega ancora Alfano – le società miste con capitale pubblico “costituita per la gestione dei servizi afferenti al settore dell’igiene urbana, dei rifiuti, ivi inclusi i rifiuti solidi urbani di competenza dei Comuni e delle Province, e dei reflui fognari … devono essere qualificate come vere e proprie “imprese pubbliche”, ai fini dell’applicabilità dell’art. 32 D. Lgs. 163/2006, essendo riconducibili alla fattispecie prevista dal comma 1 lett. f) di tale disposizione, anche se si presentano formalmente come imprese societarie private”.

Lascia un commento

avatar
400