Lo dobbiamo a un illustre geologo svizzero e al nostro celebre concittadino Giuseppe Seguenza, se Messina ha un posto d’onore nella storia della geologia mondiale. La nostra città è infatti, unica al mondo, titolare di ben due dediche nella nomenclatura delle stratigrafie geologiche: il periodo Zancleano, così battezzato da Seguenza, e il Messiniano, così denominato da Karl Mayer-Eymar. Complessivamente 3,5 milioni di anni della storia del Pianeta Terra hanno una denominazione riconducibile al piccolissimo territorio collocato all’estremità nordorientale della Sicilia. Si tratta, più precisamente, dell’ultima fase del Miocene (il periodo Messiniano compreso tra 7,2 e 5,3 milioni di anni fa) e della prima del Pliocene (lo Zancleano compreso tra 5,3 e 3,6 milioni di anni fa).

Ma perché tanto onore? E perché, se Karl Mayer-Eymar ha dedicato a Messina un intero piano geologico, la città non gli ha invece dedicato neanche una targa o una piccola via?

Nel 1868, l’estroso geologo che aveva fatto apporre l’anagramma Eymar al suo cognome originale Mayer, analizzando le formazioni rocciose nei dintorni di Messina, e in particolare gli strati di gesso e ricchi di zolfo, identificò l’esistenza di un momento cruciale nella storia della geologia. Così proporrà alla comunità scientifica la sua intitolazione: “Ed è per le potenti basi marine che lo rappresentano intorno a Messina che Seguenza vorrebbe proporre il nome Zancleano […] In queste circostanze, penso che mi è permesso, come creatore di una classificazione coerente e logica, di proporre per la fase in questione un nome che si adatta in ogni modo. Questo nome è quello della Età Messiniana.”


La presenza di rocce evaporitiche (cioè generate dall’evaporazione massiccia dell’acqua marina, e il conseguente deposito dei sali disciolti) era l’indizio, dimostrato solo molto dopo, di uno degli eventi più impressionanti degli ultimi milioni di anni del Pianeta, noto agli addetti ai lavori come crisi di salinità del Messiniano. Circa 5 milioni di fa, infatti, a causa della chiusura dello Stretto di Gibilterra, il bacino del Mediterraneo si era trasformato in un grande lago salato che, lentamente, era evaporato quasi completamente. La sponda europea era riunita a quella africana da una grande depressione asciutta, colonizzata da forme di vita terrestri. Dopo alcune centinaia di migliaia di anni, un altro evento, ancor più spettacolare, si sarebbe verificato: l’alluvione Zancleana. A seguito della riapertura dello Stretto di Gibilterra, una cascata senza paragoni si generò improvvisamente, riallagando l’intero bacino Mediterraneo in pochissimo tempo (geologicamente parlando): si stima uno o due secoli.

Anche dal punto di vista della storia dell’Uomo i due periodi sono stati fondamentali. Nel Messiniano è stimato esserci stata la separazione fra la linea evolutiva umana e quella degli scimpanzé. Nello Zancleano invece apparvero invece in Africa orientale i primi australopitechi (di cui Lucy è la più famosa appartenente), progenitori del genere Homo a cui tutti noi apparteniamo.

Giuseppe Seguenza identificò la stratigrafia delle rocce zancleane in spettacolari formazioni rocciose bianche (i cosiddetti trubi) alte 15 m, a Gravitelli. Dal momento che da molto tempo le rocce di Gravitelli non sono più accessibili (per via del progredire di un’aggressiva urbanizzazione), a partire dagli anni ‘70 la Commissione Internazionale di Stratigrafia, ha individuato nelle spettacolari formazioni di Capo Bianco, presso Eraclea Minoa, Capo Rossello e Scala dei turchi, il profilo stratigrafico di riferimento, per il limite Messiniano-Zancleano.

Giuseppe Seguenza è oggi giustamente tributato con uno dei più importanti licei cittadini e da una piazza, quella che sorge all’incrocio tra il Viale Boccetta e il Corso Cavour, dove sorge, segnalata da una epigrafe in marmo, la sua casa natale. Karl Mayer-Eymar è invece in città completamente dimenticato.

FiGi

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[…] così battezzato da Seguenza, e il piano Messiniano, così denominato da Karl Mayer-Eymar (qui un articolo di LetteraEmme su di lui). Proprio per celebrare quest’ultimo illustre personaggio, alla fine dei lavori, verrà […]