MESSINA. Se da un lato la città dello Stretto si posiziona tra le ultime città italiane nel rapporto tra il verde urbano fruibile e abitanti, di contro trionfa in vetta alla classifica per la percentuale di aree protette all’interno del territorio cittadino. È quanto si evince dai dati Istat 2020 sul verde urbano.

Secondo lo studio, spettano ad ogni singolo cittadino di Messina soltanto 5.5metri quadri (mq) di verde urbano fruibile. Un dato largamente inferiore rispetto la media italiana, di circa 19.3mq per abitante. In tale maniera, la città ricopre la 106esima posizione su 109 nella classifica dei capoluoghi di provincia per il verde urbano disponibile per abitante. Dietro di lei nessun’altra città siciliana. Dal 2011, però, il dato messinese mostra un netto miglioramento, vedendo un incremento di quasi 0,5mq a cittadino. Inferiore comunque alla media italiana, che vede, invece, un incremento in dieci anni di quasi 1mq di verde pubblico disponibile per abitante.

Ma che cosa si intende per verde pubblico disponibile? La definizione dell’Istat è molto chiara: «Patrimonio di aree verdi, disponibili per ciascun cittadino, presente sul territorio comunale e gestito (direttamente o indirettamente) da enti pubblici». Così in questa descrizione rientrano le ville comunali, l’arredo urbano come le aiuole nelle strade, i cimiteri, il verde storico, gli ortani urbani e molto altro.

Secondo la ricerca dell’Istat, che si basa sugli archivi delle amministrazioni, il verde urbano di Messina è pari a circa 0.646km², circa lo 0,68% dell’intera superficie comunale, che è di ben 213km². La maggior parte del verde urbano, il 44% (646mila mq), è vincolato come verde storico secondo quanto previsto dal codice dei beni culturali e del paesaggio. Il 12% (174mila mq) è destinato ai parchi urbani, il 10,85% (157mila mq²)  alle zone sportive all’aperto, il 9,45% (137mila mq) ai cimiteri. Il 6%, quasi 100mila mq, è verde incolto. Il restante, quasi 230mila mq², è ripartito tra zone attrezzate, arredo urbano, orti sociali, giardini scolastici e “altro”, termine generico di cui non si comprende il riferimento.

 

Se soltanto una piccola percentuale della città è dedicata al verde urbano, il 71,28%, ovvero più di 150km², si estende per aree naturali protette. In questa percentuale rientrerebbero l’area dei peloritani e la riserva naturale orientata di Capo Peloro. In tale maniera, secondo le tavole dell’Istituto di statistica, Messina si conferma essere il primo capoluogo in Italia per aree naturali protette. A seguire ci sono Venezia, con il 65,5% di aree protette sul territorio comunale, Cagliari 59% e L’Aquila 50,5%.

 

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