MESSINA. A novembre la bomba: il Miur ha bocciato le scuole di specializzazione per medici di Messina, (otto bocciate e 20 accettate con riserva su un totale di 38). Oggi arriva la prima decisione da parte del Tar del Lazio, al quale l’ateneo messinese si era rivolto, che intima al Ministero dell’istruzione, università e ricerca, di spiegare entro dieci giorni i motivi che lo hanno spinto a negare l’accreditamento di alcune scuole di specializzazione in ambito sanitario dell’Università di Messina.

I giudici amministrativi hanno infatti ordinato al Miur di “provvedere al deposito, presso la segreteria sezionale, della documentazione elencata nell’istanza di accesso “de qua” entro e non oltre il termine di gg. 10 (dieci) dalla comunicazione della presente ordinanza”.

Nell’ordinanza, il Tar sottolinea che “allo stato, sono carenti gli elementi documentali necessari per poter comprendere le ragioni che, in concreto, sono state poste a fondamento del decreto del MIUR n. 2496 del 25.9.2017 (doc. 1 ric.), con cui il Ministero ha negato l’accreditamento nei confronti di numerose scuole di specializzazione di area sanitaria dell’Università degli Studi di Messina” e quindi ritiene che “l’acquisizione della documentazione è necessaria per la comprensione della effettiva materia del contendere, non solo ai fini cautelari ma, ancor prima, ai fini dell’affermazione o meno della competenza per territorio di questo Tribunale considerato che il predetto decreto, il quale costituisce il principale provvedimento impugnato, produce effetti diretti e immediati che appaiono riferibili e limitati al solo ambito organizzativo e ordinamentale dell’Ateneo messinese, con riguardo alla disciplina delle scuole di specializzazione in oggetto”.

Per questo, il Tar ha ritenuto di dover differire ogni pronunciamento (anche sulla competenza territoriale dello stesso tar del Lazio) al momento dell’acquisizione dei documenti, riconoscendo tuttavia all’ateneo messinese “un potere di valutazione discrezionale, da esperire caso per caso, anche in funzione e considerazione della tutela degli interessi pubblici e della continuità dei servizi di sua pertinenza”. La discussione nel merito avverrà il 24 gennaio.

A patrocinare l’ateneo messinese è l’avvocato Fabio Cintioli.

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