MESSINA. Dal centro clinico NeMO ad Achille Lauro. Questa è la storia che sta dietro il lancio della raccolta di poesie “Tutto di me”, opera prima di Francesco Venturi, un giovane paziente, marchigiano, classe 1999. Si tratta di una raccolta di poesie che raccontano la vita dell’autore e la sua visione del mondo. Poesie e flussi di pensiero con i quali Francesco Venturi “butta fuori tutto sul proprio conto”; lui che si definisce a doppio cognome, il primo di sangue ed il secondo, copiato ed ingombrante, che porta il nome Duchenne, la distrofia muscolare di cui è affetto e che ha contribuito a definire ciò che è oggi e a tratteggiare la sua visione della vita.

Ma il progetto è anche l’espressione di un’amicizia tra due giovani talenti, il primo ancora in erba, e l’altro tra i più noti protagonisti del panorama musicale italiano, come Achille Lauro, che suggella il libro di Venturi con la prefazione e la postfazione. Parte delle copie sono state donate ai Centri Clinici NeMO per essere messe a disposizione dei pazienti e dei loro famigliari.

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