MESSINA. La città dello Stretto è l’87esima in Italia nel EY Human Smart City Index del 2022. Perdendo così posizioni rispetto l’edizione 2020 e fermandosi, nuovamente, nella terza fascia (ultima) rispetto la classifica generale. La Sicilia, invece, si posiziona come 17esima regione nell’indice. Cos’è lo EY Human Smart City Index? E’ una classifica che posiziona le città italiane in base al loro processo di trasformazione in città “a misura di persona” e il loro sviluppo in termini di investimenti e iniziative del territorio da un lato la prontezza cittadina (readiness) e comportamenti dei cittadini dall’altro, analizzando i tre assi strategici della transizione ecologica, digitale e dell’inclusione sociale.

 

Il risultato di Messina però non si discosta neanche di troppo gli altri capoluoghi di provincia: Siracusa (91°), Trapani (100°), Caltanissetta (101°), Agrigento (103°) e Enna (107°).  Palermo (46°), Ragusa (59°) e Catania (72°) sono le uniche città della regione posizionate nella seconda fascia, con un leggero peggioramento per Palermo e Catania rispetto agli anni passati.

Leggero scollamento tra la readiness delle amministrazioni (dove la Sicilia appare più forte, piazzandosi al 16° posto) e il comportamenti dei cittadini (dove si piazza in fondo alla classifica, al 20°). Abbastanza forte anche nell’inclusione sociale (15°) rispetto alla transizione digitale (18° posto), ma ha il punto debole soprattutto nella transizione ecologica, dove si piazza all’ultimo posto (il 20°). In testa alla classifica si posizionano Milano, Bologna e Torino.

Secondo il report, “il Sud mostra una prevalenza di colori più scuri, e quindi di Readiness, a scapito dei Comportamenti, che appaiono molto bassi: trattandosi, come visto in precedenza, di città con un punteggio complessivo molto basso, ne deriva che la loro capacità di engagement (occupazione) del cittadino è scarsa, indicando questo elemento come un aspetto su cui concentrarsi.”

«La domanda di città “a misura di persona” sta emergendo in maniera molto forte – commenta Andrea D’Acunto, People Advisory Services leader di EY in Italia – e anche le aziende si trovano a dover comprendere e gestire l’impatto dei nuovi trend urbani sui loro dipendenti: lo smart working, una nuova visione del lavoro e dei valori a esso legato sono la parte più evidente, ma la maggiore attenzione all’ambiente, il desiderio di spostamenti più sostenibili e un miglior bilanciamento tra lavoro e vita privata sono trend irreversibili. Le città che saranno più capaci e più veloci nel riprogettarsi e nel riqualificare gli spazi residenziali e di lavoro diventeranno più attrattive. La Human Smart City è la città che (ri)progetta infrastrutture e servizi coniugando centralità della persona, innovazione tecnologica e sostenibilità e rappresenta un’opportunità sia per le aziende sia per le amministrazioni locali di attrarre lavoratori e cittadini».

 

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