MESSINA. Mentre non si spegne la polemica sulla collocazione di Taormina in provincia di Catania, secondo il vistoso e reiterato errore della Rai ma non solo, ormai è ufficiale che la Città Metropolitana e il Comune di Messina non sono tra i soci fondatori della Fondazione Taormina Arte. Infatti il definitivo Statuto della Fondazione “Taormina Arte Sicilia” (questa è la denominazione negli atti) nel primo comma dell’Articolo 6 si legge che sono soci fondatori il Comune di Taormina e la Regione Siciliana. Lo scorso 2 maggio lo Statuto è stato depositato nello studio messinese del notaio Adele Penna da Bernardo Campo nella sua qualità di Commissario straordinario della Fondazione “Taormina Arte Sicilia”, nominato dall’Assessore regionale del Turismo, Sport e Spettacolo Manlio Messina (Fratelli d’Italia) con decreto del febbraio 2020, successivamente prorogato. La cosiddetta “uscita” di Messina da Taormina Arte è stata fortemente voluta dall’ex sindaco  Cateno De Luca, nonostante il consiglio comunale, che ha titolarità in materia, avesse votato per farne parte. De Luca alla fine, nel dicembre 2020, aveva formalizzato la volontà di non partecipare alla Fondazione, non incontrando difficoltà per quanto riguarda la Città Metropolitana, invece contro il parere opposto della maggioranza dei consiglieri comunali. L’ex sindaco aveva pensato a un’autonoma fondazione messinese dapprima denominata “Zancle”, in seguito “Messenion” ma sonoramente bocciata dal Consiglio comunale nello scorso marzo. Ormai quindi la Fondazione “Taormina Arte Sicilia” si incammina senza la città dello Stretto, dove l’originaria “Rassegna Cinematografica Internazionale” era nata nell’agosto 1955 e poi a lungo gestita, mentre anno dopo anno cresceva il ruolo di Taormina, dall’Ente provinciale per il turismo e dalle Aziende autonome soggiorno e turismo, fino alla loro soppressione nel 1983 con l’attuazione della nuova legge quadro sul turismo che ha creato le Aziende di promozione turistica. Lo statuto della Fondazione ha avuto un percorso assai accidentato. Nel febbraio 2017 l’allora commissario di Tao Arte Pietro Di Miceli ne aveva depositato una prima versione, dopo aver deliberato di trasformare in Fondazione il Comitato Taormina Arte, formato dai Comuni di Messina e Taormina e dalla Provincia peloritana. Il Comitato era stato costituito, dopo l’intenso lavoro di oltre due anni di una Consulta, con una convenzione firmata nel febbraio 1983, dal sindaco di Messina Antonio Andò, dal presidente della Provincia Giuseppe Naro e dal sindaco di Taormina Nicola Garipoli, per ovviare allo scioglimento di Ept e Aast e comprendere nella kermesse, oltre all’ormai consolidato Festival del cinema, anche le sezioni Musica, Teatro, Danza e Mostre. Sciolto il Comitato, però lo statuto della Fondazione del 2017 è stato modificato da un nuovo schema predisposto nel novembre 2020 dal commissario Campo, approvato dal Comune taorminese e trasmesso alla Regione. Ma nel marzo 2021 l’Assessore Manlio Messina ha chiesto che si procedesse ad alcune specifiche variazioni, per giungere all’approvazione sancita con nota del 24 marzo 2022. Così, si legge al punto primo dell’articolo 2, “la Fondazione subentra nei diritti, negli obblighi e nei rapporti attivi e passivi tutti che, alla data della trasformazione, fanno capo al Comitato Taormina Arte”. E amplia il proprio raggio d’azione perché, recita il secondo punto dell’articolo 3, “si propone di promuovere e di realizzare manifestazioni ed iniziative di livello internazionale nei settori del cinema, del teatro, della musica, della danza, delle arti figurative, delle arti letterarie e della cultura in genere. Opera, inoltre, nel settore del turismo promuovendo, in collaborazione con gli Enti fondatori, iniziative di sviluppo turistico e di marketing territoriale”. Competenze tanto aumentate che, teoricamente, si potrebbe ipotizzare anche l’inclusione di Taobuk, la kermesse ideata da Antonella Ferrara che procede con successo crescente e ha appena finito di festeggiare un’ottima edizione. Tornando a Taormina Arte, trattandosi di una Fondazione, è essenziale il patrimonio, suddiviso tra fondo di dotazione e fondo di gestione. Lo statuto adesso c’è, ma non ci sono ancora gli organi principali, cioè il presidente (che sarà sempre il sindaco pro tempore di Taormina, quindi se la Fondazione fosse completata adesso Mario Bolognari) e i componenti del consiglio di amministrazione, che saranno 4, di cui ben tre in rappresentanza della Regione Siciliana e uno designato congiuntamente dai soci fondatori. Ma se ne parlerà dopo le elezioni regionali e quindi almeno fino alla fine questo anno la Fondazione non potrà essere pienamente operativa. Però c’è già il Sovrintendente, l’architetto Ester Bonafede, con la nomina nel marzo scorso con decreto dell’Assessore Manlio Messina. Classe 1960, architetto, già assessore in quota Udc della Giunta regionale di Rosario Crocetta, capolista nel 2018 per il Senato di “Noi con l’Italia” nel plurinominale per la Sicilia:  sul sito della Regione Siciliana si legge: “Il profilo professionale della nuova Sovrintendente è stato ritenuto il più idoneo tra quelli facenti parte della terna proposta dall’attuale Commissario straordinario della Fondazione, così come previsto dallo Statuto dell’Ente. I nominativi sono stati selezionati tra le candidature pervenute tramite la procedura di evidenza pubblica avviata lo scorso anno e poi riaperta all’inizio del 2022”. In realtà nel nuovo statuto è al cda che spetta la nomina del Sovrintendente, che poi propone al cda la nomina del direttore artistico della Fondazione, ma la Bonafede è stata nominata con le regole precedenti. Al di là dei formali messaggi di buon lavoro, la nomina non sembra aver messo tutti d’accordo. Sicuramente contrario è Giovanni De Santis, direttore artistico dell’associazione “Amici della Musica” di Trapani, che annuncia di aver chiesto l’accesso agli atti sulla nomina di Ester Bonafede. De Santis prende atto della procedura di selezione, avviata con Avviso Pubblico del 24 marzo 2021, che prevedeva l’espletamento della procedura di selezione entro i 60 giorni successivi. Quindi considera “irrituale” la riapertura dei termini per la presentazione delle manifestazioni d’interesse, disposta con ulteriore Avviso Pubblico del 25 febbraio 2022, motivata, a suo avviso, con una non meglio specificata e apparentemente non giustificabile esigenza di “attualizzazione” dei partecipanti, per poi procedere “rapidissimamente” alla nomina. “Avevo velatamente pronosticato – scriveva De Santis l’11 maggio – che sarebbe stata designata una persona espressione delle segreterie di partito, in barba all’Avviso Pubblico al quale i cretini come me avevano partecipato. Adesso ho deciso di puntare la mia lente d’ingrandimento sui criteri di selezione dei dirigenti e dei direttori artistici dei teatri pubblici siciliani, che appaiono tutti non perfettamente in linea con il Codice degli Appalti e con le linee guida dell’Anac sui conferimenti di incarichi da parte di istituzioni a partecipazione pubblica. Cominciamo da Taormina Arte e vediamo se anche qui – conclude De Santis – mi piglio qualche soddisfazione sfidando Golia con la mia fionda!”. In ogni caso, lo scorso 25 marzo Campo e la Bonafede hanno firmato il contratto per Tao Arte, nel quale si legge che il Sovrintendente cesserà dalla carica unitamente al Commissario straordinario che lo ha nominato, salvo che il nuovo Organo non proceda alla riconferma. Il compenso lordo annuo della Bonafede è di 65mila euro. Il Commissario Campo non ha comunicato quali erano gli altri due nomi della sua terna, né i nomi degli altri candidati all’Avviso Pubblico, a quanto pare una ventina con De Santis, molti dei quali messinesi.

guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments