MESSINA. La Cgil chiede che il comune di Messina continui ad assicurare il “lavoro agile” e lo smart working alle categorie fragili anche dopo la scadenza del 15 maggio 2026, data in cui una circolare del Segretario Generale/Direttore Generale Rossana Carrubba sancisce la fine dei precedenti accordi individuali e delle autorizzazioni e, lamentano dal sindacato, “rischia di produrre significative criticità organizzative e , soprattutto, di arrecare rilevanti pregiudizi ai lavoratori che, alla data odierna, risultano autorizzati a svolgere l’attività lavorativa in modalità agile in conformità alla normativa vigente posta a tutela delle loro condizioni personali e familiari”.
“La FP CGIL ritiene necessario ed urgente che l’Amministrazione disponga una proroga degli accordi individuali e delle autorizzazioni già in essere fino alla definizione e alla sottoscrizione dei nuovi accordi previsti dalla circolare stessa – spiega una nota – al fine di evitare interruzioni improvvise nell’espletamento della prestazione lavorativa in modalità agile e garantire una continuità amministrativa, organizzativa e anche a tutela dei lavoratori interessati.”
Tale richiesta, sostiene il sindacato – assume carattere di particolare rilevanza soprattutto per lavoratori fragili, lavoratori con disabilità, caregiver, dipendenti che assistono familiari ai sensi della Legge 104/1992, genitori con figli minori sino ad anni 14 , nelle condizioni previste dalla normativa vigente. “Per tali categorie, il lavoro agile non può essere considerato una mera modalità organizzativa rimessa alla discrezionalità del datore di lavoro; esso rappresenta, invece, una forma di tutela e di accomodamento ragionevole volta a fornire risposte concrete alle criticità sopra evidenziate, nel rispetto della normativa nazionale ed europea vigente”, scrivono Giuseppe Previti e Antonio Trino.
“La FPCGIL ritiene che l’eventuale interruzione automatica delle autorizzazioni in essere, nelle more della definizione dei nuovi accordi individuali, possa determinare pezzi di discriminazione indiretta nei confronti dalla normativa vigente, oltre a generare situazione di disagio personale, familiare e sanitario – continuano – e pertanto chiedono che venga chiarito che i lavoratori destinatari di accomodamenti ragionevoli (lavoratori fragili e con disabilità, garengiver) non debbano essere computati ai fini del limite percentuale previsto dal regolamento e che, nei loro confronti, non trovi applicazione il criterio di rotazione disciplinato dal medesimo regolamento, che venga garantita la tutela ai lavoratori fragili, con disabilità e caregiver, riconoscendo la priorità per tali categorie, e che i dirigenti siano da Lei autorizzati a mantenere efficaci le autorizzazioni e gli accordi individuali già concessi al fine di garantire funzionalità dei servizi e tutela dei lavoratori”, concludono i due sindacalisti


