MESSINA. I quattro mostri marini della fontana ottocentesca di Carlo Falconieri con corpi di pesce e teste di Uomo, Delfino, Grifone e Leone, soprannominati i “Sirenidi” sono stati rifatti per 7 volte  con uno stampo in vetroresina, poi decorati a titolo gratuito da altrettanti artisti  della Messinesità  come risposta a un bando della Provincia Regionale di Messina del 2010 che prevedeva di posizionare tali creature in plastica decorata da artisti locali lungo i gradoni della Rampa della Colomba che unisce piazza Basicò e la chiesa di Montalto  Nel frattempo, dall’era assessoriale Elvira Amata arrivavano finanziamenti per la riqualificazione delle scalinate del centro storico con bandi tarati sul circuito del cosiddetto circuito delle Scalinate dell’arte producendo progetti e lavori incompiuti, a prescindere dall’iniziativa episodica della Provincia regionale che voleva allestire e vestire la scalinata per eventi e manifestazioni .

 

 

Ancora oggi le vecchie e le nuove amministrazioni della città non sono riuscite a terminare i lavori di manutenzione e riqualificazione di nessuna delle scalinate del centro storico avviati con un ATS Comune Messina e la Team Project su un bando della Linea 3.1.3.2”, lasciando dappertutto i lavori incompiuti, ma  il Sindaco metropolitano ha pensato bene di dare ordine immediato di mettere alla meno peggio e urgentemente prima delle elezioni europee  i Mostri Sirenidi lungo la rampa della colomba .

Ora caro Sindaco Metropolitano e cari dirigenti della Provincia è chiaro che lo scandalo di avere speso soldi per realizzazione e per le consulenze era abbastanza evidente visto che quelle creature in plastica prima ammiccavano ai passanti dai cancelli del Portico di Palazzo dei Leoni, poi per esigenze di bar sono stati spinti nel retro portico. Ma la domanda più profonda è perchè avete stabilito che queste operazioni “artistiche “già vecchie di 10 anni ce le dobbiamo sorbire comunque. Perchè non avete fatto prendere aria ai Mostri in una esposizione temporanea negli spazi del palazzo dei leoni, nei giardini , o accordandovi con il comune farli girare a rotazione usando i tanti supporti metallici per opere artistiche già collocati e mai utilizzati lungo le scalinate di via XXIV maggio Rosa Donato, Rampa Operaia, Mons. Francesco Bruno: i supporti restano  vuoti  e invecchiano invece voi bastian contrari per soddisfare l’urgenza li avete messi alla meno peggio sui muri .

Caro Sindaco, i suoi uffici pur di esaudire il suo desiderio di collocazione immediata dei Sirenidi prima delle elezioni li hanno imbullonati alle copertine di pietra dei muri posizionandoli come soprammobili precari ( un po’ come si fa con  i nani su muri delle villette)  per soddisfare  le esigenze trionfali di tanti soggetti . Adesso che ce li dobbiamo piangere cosi “messi alla tinchitè”, cambi ruolo e da Sindaco Cittadino chieda al Responsabile del Procedimento dei  lavori delle Scalinate dell’arte che fine hanno fatto i lavori, i soldi , le imprese. Poi su rampa della colomba più nota forse come rampa della cannabis, chieda quando finiranno i lavori abbandonati e dia ordine immediato di pulire la scalinata ogni giorno visto che in tanti ci abitiamo e che per raggiungere il punto panoramico di Montalto è il  passaggio obbligato di centinaia di turisti nazionali ed internazionali, intimi di rimuovere  i rottami pericolosi delle  panchine, di  chiudete i buchi sul selciato , di mettete i cestini della spazzatura e manutenere alberi e i lampioni. E per l’inaugurazione mi aspetto un sindaco metropolitano che come Coup de théâtre cavalchi i Sirenidi uno ad uno nella sua lunga marcia verso Palermo .

Morto Duchamp, quest’operazione appare come una ready made al contrario, non più l’oggetto comune spostato su un contesto artistico ma un oggetto artistico duplicato e spostato (di 20 metri) in una situazione comune. 

L’arte e la città hanno sempre un rapporto complicato ma a volte come in questo caso se lo complicano per scelta.

 

guest
3 Commenti
meno recente
più recente più votato
Inline Feedbacks
View all comments
Sergio
Sergio
25 Maggio 2019 13:24

Caro Luciano, parlare di Duchamp a De Luca è come parlare di archeologia medievale a Barbara D’Urso.

Giacomo
Giacomo
25 Maggio 2019 18:10

Questa città sta, tristemente, sempre più affondando, stretta tra coloro che parlano sempre con forbita critica pronta, ed il livello basso di una classe politica di cui De Luca è la diretta e “logica” conseguenza.Da anni il progetto era dimenticato, come tutto il resto, però ci si sveglia, per criticare, solo quando nel bene e nel male, anche per convenienze del momento, si è tirato fuori.

luciano
luciano
25 Maggio 2019 18:52
Reply to  Giacomo

caro Giacomo io in genere sono “sveglio” molto spesso, forse come tanti dovrei “dormire” di più o farmi prendere dalla “lissa”