MESSINA. Dopo oltre un mese, il Comune di Messina ha il suo nuovo consiglio comunale, insediato stamattina dopo il giuramento dei 32 consiglieri, e subito si sono accese le scintille tra maggioranza e opposizioni sul voto per le vicepresidenze.

La seduta di esordio è stata condotta da Mariella Perrone del Pd in qualità di consigliere più anziano, che nella tornata di fine maggio ha preso più voti.

Al termine del giuramento, le consigliere Alessandra Calafiore e Liana Cannata, designate assessore della giunta di Federico Basile (già all’opera da una decina di giorni), hanno rassegnato le dimissioni, lasciando il posto ai primi dei non eletti nelle loro liste, quindi Rosaria Di Ciuccio e Giuseppe Busà, entrambi uscenti.

Al termine degli adempimenti burocratici (la lettura da parte della segretaria generale Rossana Carrubba dei motivi di incandidabilità, incompatibilità, e decadenza), la prima sospensione per permettere ai gruppi di avanzare le proposte per le vicepresidenze del Consiglio: normalmente, da perfetto manuale Cencelli, la presidenza va al partito che ha espresso la maggioranza dei consiglieri, le due vicepresidenze alle opposizioni. In questo caso Sud chiama Nord ha fatto il pieno, non lasciando nemmeno le briciole agli avversari.

Al termine del voto (segreto), presidente è stato eletto l’ex assessore Massimiliano Minutoli con i venti voti della maggioranza le opposizioni hanno attuato una tattica “dadaista”: non avendo alcuna possibilità di eleggere il presidente, ogni consigliere ha votato per sé quindi undici diversi voti.

La prima polemica tra maggioranza e opposizione è arrivata subito dopo, quando si sarebbero dovute eleggere le vicepresidenze: l’ordine del giorno, stabilito con il presidente uscente Nello Pergolizzi, indicava solo l’elezione del vicario, come previsto dalla legge. Antonella Russo, Marcello Scurria e Benedetto Vaccarino, hanno invece sollevato la questione delle elezioni del secondo vicepresidente, espressamente prevista dallo statuto comunale. A dirimere la questione è stata di nuovo Rossana Carrubba, che ha sposato la posizione di Pergolizzi. La discussione che ne è seguita, guidata da Scurria e Alessandro Russo, è rimasta sulla carta, e si è proceduto, come da ordine del giorno, alle elezioni del vicario, che dal voto segreto è risultato essere Nello Pergolizzi, con le opposizioni che hanno abbandonato l’aula.

Sia Pergolizzi che Minutoli fanno parte del movimento Sud chiama Nord, quindi le opposizioni sono rimaste a bocca asciutta. Si tratta di un unicum nella storia recente del Consiglio comunale, in cui le vicepresidenze erano storicamente riservate alle opposizioni.

L’Aventino dei consiglieri di minoranza è durato giusto il tempo della votazione, poi di nuovo tutti dentro per il momento finale, il giuramento del sindaco. L’elezione del vicepresidente è stata rimandata alla prima seduta “esecutiva”.

 

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