MESSINA. Baby protesta questa mattina davanti a Palazzo dei Leoni. A manifestare, per dire “no” all’accorpamento con l’istituto comprensivo Giovanni XIII, previsto dal piano di ridimensionamento scolastico, sono gli studenti della Leopardi, che foraggiati dai genitori hanno fatto sentire la loro voci fuori dai cancelli dell’ex Provincia in occasione della Conferenza Provinciale per l’Istruzione della Città Metropolitana di Messina.

Motivo della contestazione, la decisione del Consiglio scolastico provinciale di voler accorpare i vari plessi della “Leopardi” (cinque) all’Istituto Comprensivo “Giovanni XXIII” per effetto della diminuzione a 565 degli alunni (di poco inferiore al minimo di 600 previsto per mantenere lo status di Istituto Comprensivo).

Due le proposte alternative avanzate nei giorni scorsi da docenti, dipendenti (circa 90 persone) e le famiglie degli alunni, certi che la consegna del plesso ristrutturato farebbe ritornare l’istituto abbondantemente sulle 600 iscrizioni, che consentirebbero il recupero dell’autonomia scolastica: la posticipazione di un eventuale accorpamento dell’Istituto all’anno scolastico 2020/2021 per consentire di riavere il plesso centrale e innalzare il numero delle iscrizioni in brevissimo tempo, e l’accorpamento alla Leopardi un altro Istituto o parte di un altro Istituto, come è stato disposto per l’I.C. “Vittorini”.

A prendere posizione sulla vicenda, stamani, il consigliere comunale Libero Gioveni: «Non è affatto giusto – scrive l’esponente del Pd – che paghi un’intera popolazione scolastica il fatto che la sede centrale dell’Istituto Comprensivo “Giacomo Leopardi” sia stata oggetto di interventi antisismici che hanno inevitabilmente prodotto quest’anno un lieve calo delle iscrizioni che ha di riflesso costituito, quest’ultimo, motivo di un quasi certo declassamento».

«Gli effetti di questo provvedimento – prosegue Gioveni – sarebbero negativi non soltanto per le gravose ed ulteriori responsabilità a carico del dirigente scolastico dell’Istituto “Giovanni XXII”, che si ritroverebbe di certo a gestire con difficoltà una mega popolazione scolastica con i suoi non pochi problemi, ma anche per gli stessi alunni che inevitabilmente potrebbero essere gestiti anche da nuovi insegnanti con tutto ciò che un cambiamento radicale potrebbe comportare per i piccoli sotto il profilo didattico. Non volendo entrare nel merito di quanto denunciato dai genitori e dalle insegnanti sulla legittimità o meno della composizione del Consiglio scolastico provinciale – prosegue il consigliere comunale – di contro, però, non si può non tenere conto della massiccia volontà popolare di dire un secco “no” all’accorpamento sancita con una petizione popolare che ha raggiunto in soli due giorni ben 1200 firme! Pertanto – conclude Gioveni – chiedo un preciso intervento del sindaco metropolitano De Luca volto ad ottenere una sospensione del provvedimento di accorpamento fino alla fase delle prossime iscrizioni, per valutare l’eventuale e auspicabile crescita del numero degli alunni, convinto che questa sarà certamente subordinata all’avvenuta ultimazione dei lavori di adeguamento sismico della sede centrale di Minissale».

 

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