MESSINA. “Sul risanamento c’è il forte rischio di arenarsi in un dibattito sterile e improduttivo. Di sicuro non è l’obiettivo del MoVimento 5 Stelle e del Partito Democratico, che continuano a portare avanti con determinazione tutte le iniziative possibili per fare fronte a questo annoso problema. Il fatto, inoltre, che siano intervenute praticamente tutte le associazioni di riferimento con dichiarazioni a senso unico, dimostra da che parte stia la verità”. Così, in una nota congiunta, dichiarano il Pd e il M5S in merito ai fondi per il risanamento a Messina.

“Ciononostante, come abbiamo ribadito a più riprese, quello del risanamento non deve essere terreno di partigianeria. L’obiettivo è comune: risolvere il problema, con la massima collaborazione tra forze politiche, civiche e istituzionali. Dal canto loro il MoVimento 5 Stelle e il Partito Democratico, con portavoce nazionali come Francesco D’Uva e il Deputato Pietro Navarra, sta dando corso a innumerevoli iniziative, sebbene la competenza sia squisitamente locale”, si legge nella nota.

“Per citarne alcune: interpellanze parlamentari; proposta di legge depositata alla Camera; approvazione ODG ad hoc; serrate interlocuzioni con l’allora ministro Provenzano. Fino all’ultimo atto, di qualche giorno fa, con la richiesta rivolta da D’Uva in audizione alla ministra per il Sud Carfagna di collegare il progetto di risanamento al Recovery Plan. Con l’occasione abbiamo sottolineato l’importanza di designare come soggetto attuatore, in accordo con la Regione Siciliana, un commissario dello Stato”, continuano.

“Se siamo arrivati ad avviare queste iniziative il motivo è soltanto uno: l’inefficienza del passato. Solo a titolo esemplificativo, già la Legge Regionale del ’90 ha destinato risorse per la risoluzione del problema, ma ancora oggi siamo qui a parlare di baracche – concludono – È anche per questa ragione che riteniamo che a gestire i fondi del progetto debba essere un commissario statale. Ci auguriamo che su questa posizione di buon senso convergano presto anche coloro – pochi, in realtà – che al momento non la condividono”.

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