MESSINA. Riprendere “a distanza” i lavori d’Aula del consiglio comunale per discutere un piano finanziario integrativo al “Cura Italia”, con lo scopo di mitigare ulteriormente gli effetti economici derivanti dalla fase emergenziale in atto.

È la richiesta presentata lo scorso 17 marzo al presidente del Consiglio comunale di Messina, Claudio Cardile, e al sindaco, Cateno De Luca, dal consigliere del M5s Paolo Mangano, che propone di mettere in discussione  un documento bipartisan: ovvero una strategia socio economica che preveda degli appositi contributi e sgravi per i cittadini.

Fra questi: sostegni alle attività lavorative sospese, contributi per sanificare gli ambienti di lavoro, sospensione del canone di locazione degli alloggi popolari e degli impianti sportivi, sospensione del pagamento delle bollette Amam e della compartecipazione al servizio di assistenza disabili.

«Fra gli argomenti da affrontare – spiega Mangano – anche possibili iniziative in materia di tributi locali, con la modifica dei termini per il pagamento ed eventuali esenzioni o riduzioni tariffarie, sia dei tributi maggiori (Imu, Tari e Tasi),  che pesano di più sulle tasche dei cittadini, sia dei tributi locali minori come Cosap e Icp».

«La condizione emergenziale che sta vivendo la nostra comunità – prosegue – impone un atto di grande responsabilità per il ruolo e la funzione che siamo stati chiamati a svolgere. Per questo chiedo di riprendere i lavori d’aula, con modalità a distanza e mediante delle sedute in videoconferenza, per discutere un piano finanziario integrativo rispetto agli aiuti economici previsti dal medesimo Decreto Legge. Visto lo stato di emergenza scaturito dalla pandemia del Covid – 19, si ritiene opportuno e necessario che il Consiglio Comunale in sinergia con l’amministrazione attiva continui ad esercitare le proprie funzioni per contribuire ad arginare i disagi che hanno messo in crisi l’intera comunità. Pertanto, si ritiene fondamentale effettuare una valutazione tecnica e politica sulle materie urgenti rimaste in attesa di esame , nonché delle provvidenze economiche aggiuntive che il Consiglio dovesse ritenere utile determinare», conclude, citando nello specifico il riconoscimento dei debiti fuori bilancio, e la posizione lavorativa dei dipendenti Atm in liquidazione, alla luce della sospensione delle procedure di licenziamento collettivo, come previsto dall’articolo 46 del Decreto Legge Covid ter del 16/03/2020.

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