MESSINA. “Alla fine di un anno difficile, con ritardi evidenti nella gestione della situazione socio-sanitaria e (da ultimo) del piano vaccinale, Musumeci ha preferito impiegare il tempo nel gioco delle poltrone, evidentemente più importante della salute dei siciliani”. Così intervengono i Giovani democratici di Messina, guidati dal segretario Massimo Parisi, dopo il rimpasto della Giunta regionale e la decisione del presidente della Regione Siciliana di “escludere la rappresentanza femminile dalla Giunta. In una regione che richiederebbe un forte e reale impegno delle Istituzioni contro ogni tipo di disuguaglianza nel mondo del lavoro e nella società, le Siciliane ed i Siciliani devono assistere che da oggi la discriminazione inizia proprio dal Governo della regione”.

“Questa scelta rappresenta un’offesa per i tanti Siciliani che si impegnano quotidianamente per superare i pregiudizi della cultura maschilista e per trasmettere alle future generazioni i valori dell’uguaglianza e della giustizia sociale – si legge in una nota – Ancora più triste è stato dover leggere le parole di Figuccia che non si è fatto alcuno scrupolo ad offendere le donne con espressioni fortemente e vergognosamente maschiliste, ignorando del tutto che quelle parole esprimono per molte donne una violenza quotidiana che spesso non è solo verbale”.

“Crediamo in una società in cui la parità di genere sia una ricchezza e non accettiamo che possa essere mortificata da chi rappresenta le Istituzioni. Evidentemente ancora oggi bisogna tornare in piazza per affermare quei principi di civiltà che vengono oltraggiati ogni giorno – continuano i Giovani democratici – In questa battaglia, che ha salde radici nella storia della Sicilia, noi siamo e saremo al fianco di chi crede che una società più giusta passi dal riconoscimento e dal rispetto del ruolo della donna”.

“Inoltre, duole vedere che nel rimpasto sia stata esclusa Messina, ulteriore prova della considerazione che Musumeci ha della rappresentanza del pluralismo territoriale – aggiungono – La nostra Provincia, abbandonata spesso dalla politica, si troverà da oggi a non avere alcun riferimento politico e tutto questo proprio quando si deve programmare una mole di investimenti senza pari nella storia”.

“Ci auguriamo che i fondi per il rilancio del territorio non seguano le stesse logiche della spartizione delle poltrone – concludono – Ci piacerebbe sapere se il Presidente Musumeci intendeva questo quando pensava che diventerà bellissima“.

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