Capodanno, “Anno nuovo vita nuova” e altri modi di dire che non tengono conto del fatto che gli anni, le settimane e i mesi altro non sono che figli di convenzioni umane e quindi la vita nuova tocca crearla direttamente a noi. Ora, detto questo: è il quarto giorno del 2021 e già ci sono state fior di polemiche, aggressioni social, uno che la notte di Capodanno su Canale 5 ha annunciato i morti del 2020 manco fossero tutti vincitori di Oscar, mostrando una delicatezza pari a quell’energumeno che anni fa avevo accanto all’Alcatraz al concerto dei Megadeth diversi anni fa–diciamo non propriamente un chirichetto. “Anno nuova vita nuova” è valido solo se “anno nuovo umanità nuova“, ma se credete che questa sia la solita, banale accusa al suffraggio universale mi ci metto dentro pure io in quelli che devono essere rinnovati così siamo contenti. Ma, dato che non possiamo cambiare sette miliardi di persone, in questa rubrica ci limitiamo a combattere con cinque canzoni, ogni lunedì. Perché il lunedì è una convenzione, e noi ne siamo consapevoli.

Emanuele Aloia – Il bacio di Klimt

Allora, il primo brano del 2021 altro non può essere che questo, per due motivi: il primo è che siamo sempre dannatamente sul pezzo quindi il buon Aloia, diventato famoso su TikTok, non poteva sfuggire al nostro radar; il secondo è che non lo conoscevo e mi è stata fatta una richiesta, e chi sono io per non dare ascolto a chi la mattina di Capodanno ha tanta cura nel selezionare le canzoni da mandare singolarmente per fare gli auguri? Scelta che rispetto molto e richiesta colta al volo perché al Principe non si può dire di no.

Gerry & The Pacemakers – You’ll Never Walk Alone

C’è da dire che sarà anche banale ricordare un uomo con il suo più grande successo, ma non è materia di nostro interesse: ieri sera è morto Gerry Marsden, il “Gerry” di “Gerry & The Pacemakers”, gruppo che ha “causato” la massiccia diffusione dell’inno calcistico più famoso perlomeno dell’era internet, perché You’ll never walk alone lo conosce anche probabilmente anche chi di calcio non ne mastica. I tifosi del Liverpool hanno adottato praticamente da subito il brano come inno ad Anfield, ma le parole sono inutili quando può parlare per noi un video, quello realizzato dopo la vittoria dell’ultima Champions del Liverpool nel 2019

 

The Beatles – Eleanor Rigby

Continuiamo il tour negli anni ’60, già che ci siamo, con uno dei pezzi più belli mai scritti dai Beatles. Ci pensavo ieri sera, mentre buttavo giù qualche idea per la playlist, ed effettivamente ogni tanto qualcuno mi chiede di soffermarmi più sui classiconi, abitudine che solitamente tendo a evitare perché, insomma, i classiconi sono tali perché li conoscete tutti. Però Eleanor Rigby è veramente una canzone di cui non mi stancherei mai, delicata e dolorosa, su un tema spesso ignorato come quello della solitudine, condizione a tratti piacevole ma non certo quando imposta (dalla vita, dai dpcm, o semplicemente “dagli altri”). Nota curiosa: la registrazione di Eleanor Rigby iniziò trentatré anni esatti prima della mia nascita. Non vi interessava ma io sono contento di condividere con lei il mio compleanno.

Gorillaz – Clint Eastwood

In qualunque social abbiate passato le prime ore del 2021, in qualche modo sarete sicuramente entrati in contatto con un thread ciclico, “le canzoni che compiono vent’anni nel XXXX”, laddove XXXX è l’anno appena iniziato. Che poi non ho mai capito perché vent’anni e non trenta o cinquanta, ma ok. Comunque, quest’anno ce ne sono tante che mi hanno fatto esclamare “perbacco che anzianità che mi porto dentro” e il primo singolo dei Gorillaz è esattamente una di queste perché in fondo se mi chiedete le canzoni che spengono venti candeline io ingenuamente penso a quelle uscite nei primi anni ’90, ma questa è un’altra faccenda di cui mi scuso personalmente con il pubblico a casa.

Primo & Squarta – In nome del Padre

A molti, leggevo, queste regole hanno fatto trascorrere il loro primo Capodanno a casa. Per me è stato il secondo dopo quello di quattro anni fa, avevo l’influenza quando si poteva dire in giro di avere l’influenza senza essere ricoperti da battutone sempre variegate e divertenti. Quella notte la ricordo bene perché i Cor Veleno misero online il video di un concerto registrato nei primi mesi del 2016, concerto tenutosi poche settimane dopo la morte di Primo Brown, avvenuta la notte di Capodanno di cinque anni fa, per omaggiare la memoria. Una notte shockante quella, una notte magica quella di dodici mesi dopo. Sotto il piumone che Dio quanto faceva freddo, con gli occhi lucidi un po’ per la febbre e un po’ per il ricordo collettivo di uno dei primi rapper che abbia mai amato, perché Potente in culo sarà per sempre uno dei primi brani da consigliare a chi si vuole avvicinare a questa faccenda del rap italiano. Ciao Primero, ovunque tu sia, manchi tanto. Nel nome del padre, del figlio e dello spirito che suona. E suona forte, sempre. 

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