MESSINA – “Un voto in prospettiva nazionale”, questo ha chiesto il ministro Andrea Orlando. Un voto non per la Sicilia ma per gli equilibri nazionali, ha detto alla platea messinese, in conclusione dell’incontro stamattina al Palacultura in sostegno del candidato, Emanuele Giglia.

“Tutti quelli che hanno fatto dei danni a questa regione si sono messi sotto l’insegna di Musumeci, dall’altro lato abbiamo, invece, un blocco fatto di improvvisazione, rappresentato dal movimento cinque stelle”, ha esordito così il ministro della Giustizia.

Improvvisazione, quella dei cinquestelle il cui ultimo esempio citato da Orlando riguarda il tweet dell’assessore designato da Cancelleri,  Angelo Parisi, che su twitter ha scritto: «Rosato facciamo un patto, se questa legge sarà cassata dalla Consulta, noi ti bruceremo vivo, ok?”. Parisi si è così rivolto ad Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera: “Abbiamo visto la notizia di questo assessore designato che ha minacciato di dare fuoco al nostro capogruppo, mostrando grande equilibrio”, ha scherzato il ministro -. Ha detto, ho fatto questo tweet ma l’ho subito cancellato. Ecco, le delibere di bilancio non si possono cancellare, e con i 5stelle c’è il rischio di mettersi nelle mani di persone che mostrano segni evidenti di squilibrio”.

Il 5 novembre, secondo Orlando, la Sicilia rischia un “ritorno indietro”: “Non possiamo riconsegnare la Sicilia a quelli che l’hanno distrutta, né metterla nelle mani di chi con tutta evidenza la distruggerà”.

E l’affondo è ancora sui cinquestelle: “Sono passati cinque anni da quando Beppe Grillo attraversò a nuoto lo Stretto di Messina, dopo 5 anni non incarni più la novità, ma devi essere in grado di esprimere un progetto di governo e questa compagine che raggruppa spinte opposte non lo è. La Sicilia rischia che si sommino spinte diverse non sulla base di un progetto, il progetto è di dire noi faremo meglio di loro quello che stanno facendo, ma questo non è stato affatto dimostrato, anzi, l’unica amministrazione che ha risolto alcuni problemi è quella di Pizzarotti che è stato, infatti, escluso dal movimento. Il problema è che in città come Roma si vive peggio di prima delle elezioni. Ed è questo che rischia la Sicilia oggi”.

Mentre il centrosinistra non può avere prospettive nella divisione: “La battaglia che ho fatto con altri all’interno del Pd deve proseguire – ha detto ancora il Guardasigilli –  siamo noi quelli più in grado nel Pd di costruire un rapporto con le altre forze della sinistra. Lo dovremo fare dopo le elezioni perché prima è stato commesso un errore grave e incomprensibile:non si capisce perché Alfano sia un alleato accettabile a Palermo e non alle Regionali. Non si capisce perché l’Udc alle scorse elezioni andava bene, mentre è infrequentabile quello col quale sei stato in coalizione nazionale fino a qualche settimana fa. Che la rigenerazione del centrosinistra passi attraverso una sconfitta del Pd è una stupidaggine storica, le sconfitte per la sinistra non sono mai state le premesse per una rigenerazione, chi pensa questo si sbaglia, attraverso la nostra sconfitta passa o la vittoria del centrodestra o del M5s”.

Un voto per il Pd “in prospettiva nazionale”, questo ha chiesto in conclusione Orlando, perché si dia un segnale a chi ha rotto in questo momento che la strada del settarismo non è la strada che corrisponde alle domande del popolo del censtrosinistra”.

 

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