CATANIA. Continua, ma solo in parte, la protesta degli autotrasportatori in Sicilia dopo la revoca allo stop dei servizi annunciata da Salvatore Bella del Comitato trasportatori siciliani (Cts), che si è rivolto al Prefetto e al Questore di Catania chiedendo un intervento immediato e coordinato delle forze dell’ordine in due punti nevralgici (il casello autostradale di San Gregorio e l’area portuale): secondo Bella decine di autotrasportatori risulterebbero di fatto bloccati e destinatari di minacce. Al momento il fronte si è spaccato, con una frangia di autotrasportatori che stanno continuando la protesta.

«Siamo tutti consapevoli del dramma che l’intera categoria sta attraversando a causa del caro gasolio, ma le difficoltà non si risolvono tagliando le gomme o minacciando i colleghi per costringerli a fermarsi con la forza», dice in una dichiarazione riportata da Ansa Sicilia. «Chiediamo che le forze dell’ordine ci tutelino: noi vogliamo lavorare», commenta, specificando come la quasi totalità dei propri associati intenda riprendere regolarmente l’attività.

Sul tema è intervenuto anche il ministro Matteo Salvini, in una dichiarazione rilasciata a Radio anch’io: «Siamo vicini a tutti quelli che lavorano, capiamo la loro sofferenza, ma altra cosa sono i blocchi illegali, altra cosa è danneggiare milioni di altri lavoratori, produttori, agricoltori, pescatori, pendolari, ecc».

Neanche fuori dall’isola la protesta è rientrata del tutto: in Puglia e Campania una frangia di autonomi intende restare ferma fino al 27 ottobre, in attesa dell’incontro a Roma.

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