MESSINA. “Abbiamo paura di tornare in classe, non è ancora il momento”. Questa la motivazione che oggi ha spinto molti studenti e studentesse messinesi delle scuole superiori a scioperare. Secondo le disposizioni regionali, infatti, dall’8 febbraio (oggi) gli alunni delle scuole superiori avrebbero potuto ricominciare a seguire le lezioni di presenza al 50%, mentre la restante metà avrebbe continuato con la didattica a distanza, alternandosi.

Stamattina, gli studenti del Bisazza e del Verona Trento hanno deciso di manifestare il proprio dissenso al rientro in classe, in quanto in molte famiglie regna la paura di possibili contagi. “In particolare per chi ha anziani in casa“, spiegano i rappresentanti d’Istituto Giorgia Agrillo, Matteo Maiani e Andrea Celesti. Nello specifico, al Verona Trento oltre il 50% degli alunni che sarebbero dovuti entrare, riferiscono i rappresentanti, sono rimasti a casa, mentre quelli che avrebbero dovuto seguire in dad hanno fatto regolarmente lezione.

Da tempo è ormai al vaglio l’ipotesi di consentire a ciascuno studente di scegliere se seguire le lezioni in dad o di presenza, a seconda delle esigenze, come anche richiesto dai ragazzi di Gioventù nazionale. Uno dei possibili problemi, però, lo spiega il consigliere comunale di Ora Sicilia, nonché dirigente scolastico dell’Istituto Minutoli, Piero La Tona: “Su 102 plessi quanti sono quelli effettivamente attrezzati con computer e soprattutto connessioni adeguate per la didattica a distanza?”, si chiede, facendo gli esempi agli antipodi del Cuppari (“Con 20 mega come faccio a garantire la rete per tutti?”) e del Minutoli, dove c’è la fibra.

Qui com’è andata la prima settimana di scuola per le scuole medie ed elementari.

Queste le foto del rientro a scuola all’Archimede e al Seguenza, con assembramenti di ragazzi davanti all’ingresso degli istituti:

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