MESSINA. La ripartenza della scuola in presenza nei plessi degli istituti scolastici superiori della Città, obiettivo fondamentale e da preservare il più a lungo possibile, ha offerto spunto per alcune riflessioni cui si ritiene l’Amministrazione e gli istituti scolastici debbano dare risposte immediate per evitare di compromettere il diritto allo studio o il diritto alla salute degli studenti, del personale della scuola e delle famiglie”. Così commenta la giornata di ieri il consigliere comunale del Pd, Alessandro Russo, che chiede uno scaglionamento più ampio nel momento di ingresso a lezione.

“In diversi plessi scolastici, in occasione degli ingressi a lezione, si è assistito ad alcuni casi di sovrapposizione dei turni di entrata dei ragazzi che gioco forza e loro malgrado sono stati costretti ad ammassarsi ai cancelli di entrata creando situazioni di potenziale affollamento (qui un articolo di LetteraEmme con le foto, ndr) – spiega Russo – Appare a tal fine necessario (così come autorizzato della Istituzioni scolastiche e dalle norme vigenti) scaglionare in maniera ancora più larga gli ingressi dei ragazzi alle lezioni. Scostamenti di 10 o di 15 minuti sono probabilmente troppo ridotti e in occasione degli orari di ingresso o di uscita. Occorre estendere il più possibile gli orari di entrata, ipotizzando più turni e con orari non troppo ravvicinati: inutile poi, indignarsi dando addosso  ai ragazzi che in entrata se gli orari di ingresso sono così stretti. Come grave sarebbe gridare al rischio sanitario legato alle entrate di scuola se i cancelli di accesso sono sempre gli stessi, ridotti nel numero e colli di bottiglia inevitabili”. 

“Anche l’aspetto della didattica sta presentando problemi di gestione. La connettività di alcuni istituti superiori ha manifestato inadeguatezza a fornire una chiarezza di trasmissione del segnale delle attività svolte in aula ai ragazzi che erano invece a seguire da casa: segnale debole, interruzioni numerose e oggettiva difficoltà a farsi comprendere da quanti seguono le lezioni da casa – aggiunge – A tal proposito appare urgente verificare se le linee di connessione internet delle scuole cittadine siano state adeguatamente rafforzate e se siano quindi in grado di reggere al carico di dati in uscita che gioco forza si sviluppa per effettuare lezioni in modalità mista”. 

“Si è detto per mesi che le scuole cittadine sarebbero state adeguate soprattutto in chiave di un potenziamento dei servizi di connettività. E’ stato fatto? Sono state fatte prove di carico del flusso di dati prima della riapertura di questi giorni? E’ evidente che se decine se non centinaia di computer da cui le lezioni vengono trasmesse sono accese contemporaneamente impegnano un carico di banda per il quale serve un forte potenziamento della rete degli istituti – prosegue – Appare quindi urgente porvi rimedio in tempi strettissimi. Come appare necessario comprendere il livello di copertura di segnale internet per alcuni istituti cittadini, che sono collocati in zone dove la copertura del segnale potrebbe essere debole, ulteriormente diminuendo quindi la possibilità di trasmissione dati a distanza”.

“Per mesi si è ripetuto che le scuole sarebbero state tutte adeguate per la ripartenza con reti internet rinnovate, potenziate e adeguate. Il quadro che viene fuori in questo primo giorno di didattica mista è invece di segno evidentemente diverso: le reti non sono sufficienti, la connettività balbetta e rischia di mettere fuori gioco i ragazzi che seguono da casa – evidenzia il consigliere comunale del Pd – Più che agli auspici e alle parole d’ordine di ottimismo, ci si sarebbe dovuti aspettare dei concreti lavori di adeguamento dei nostri plessi scolastici, inadeguati in larga parte a questa nuova forma di didattica”.

“Occorre intervenire immediatamente su questi aspetti: non ci si può permettere il rischio che l’obiettivo della riapertura della scuola in presenza venga mortificato da inadeguatezze strutturali od organizzative che potrebbero comportare delle compromissioni del diritto all’apprendimento degli studenti. Se le lezioni non vengono adeguatamente trasferite all’esterno, infatti, nelle stesse classi si corre il rischio di avere due velocità didattiche, il che (è del tutto evidente) dobbiamo evitare in tutti i modi possibili”, conclude Alessandro Russo.

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