MESSINA. “Dopo un lunghissimo ed ingiustificato letargo è riemerso dalle ‘secche portuali’, con una dichiarazione alla stampa, il commissario ‘part-time’ per la realizzazione del porto di Tremestieri Francesco Di Sarcina che, tra l’altro, è anche commissario dell’Autorità di sistema portuale della Sicilia orientale che gestisce i porti di Catania, Augusta, Siracusa e Pozzallo. Con assoluta naturalezza e senza alcun cenno di autocritica, Di Sarcina ha palesemente confermato i timori e gli allarmi che, ormai da lunghissimo tempo, abbiamo lanciato in merito agli enormi ritardi e alle lampanti difficoltà che avvolgono i lavori dell’infrastruttura portuale di Tremestieri, opera strategica per il nostro territorio che ha già inghiottito decine e decine di milioni di euro che provengono dalle tasche dei cittadini e che, nonostante le chiacchere udite, rischia concretamente di trasformarsi nell’ennesima incompiuta. Dunque, il commissario per la NON realizzazione del porto di Tremestieri Di Sarcina ha affermato con ostentata tranquillità che, allo stato, i lavori non hanno raggiunto neanche il 50% del totale. Una dichiarazione agghiacciante che sovverte tutta la narrazione fatta filtrare per lunghi mesi ed evidenzia il totale fallimento della gestione commissariale che tanta speranza aveva suscitato e che, alla prova dei fatti, si è caratterizzata per l’assoluto immobilismo”.
Lo afferma in una nota Ivan Tripodi, segretario generale Uil Messina.
“Ricordiamo, infatti, che la data prevista per la chiusura dei lavori del porto di Tremestieri è formalmente fissata per il mese di luglio 2026, vale a dire soltanto tra qualche giorno. Pertanto, al netto delle elucubrazioni caratterizzate da un lungo elenco di tecnicismi finalizzati a coprire le evidenti falle gestionali, la notizia, tragica per Messina e la sua collettività, è che i lavori del porto di Tremestieri non hanno raggiunto neanche il 50% del totale e i ritardi non sono attribuibili soltanto alla costruzione della cosiddetta diga foranea che, per molti mesi, ha rappresentato un macroscopico alibi e un argomento di distrazione di massa per celare le lentezze e i rallentamenti. Davanti a questo disastro e fallimento con evidenti paternità, ci saremmo aspettati decisioni conseguenti, logiche ed inevitabili che non sono giunte e che auspichiamo vengano celermente assunte da parte del governo nazionale e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha nominato il commissario”, continua Tripodi.
“In questo quadro di evidente incertezza per il futuro dell’opera desideriamo ringraziare i lavoratori che, anche in questi giorni di caldo rovente, faticano con grande impegno in un cantiere caratterizzato da difficili prospettive. Allo stesso tempo, ribadiamo e reiteriamo la richiesta inoltrata al sindaco Federico Basile, nella qualità di committente dell’opera, di convocare il tavolo sul porto di Tremestieri costituito lo scorso 19 gennaio e mai più riconvocato. Purtroppo, abbiamo registrato che il sindaco Basile, tra i primi dossier affrontati, ha ignorato la problematica del porto di Tremestieri che, allo stato, è l’opera pubblica in costruzione più importante della città. Ci auguriamo che sia stata una mera dimenticanza poiché dobbiamo denunciare che vi sono tante forze che lavorano incessantemente per sabotare la costruzione del nuovo porto che, ricordiamolo, rappresenterà la fine del far west rappresentato dall’invasione di tir e mezzi commerciali nel centro cittadino. Rispetto all’indecente disegno di ‘affondare’ l’infrastruttura portuale, come Uil, saremo in prima linea e lo ostacoleremo con tutte le nostre forze”, conclude Ivan Tripodi.



