MESSINA. Hanno risposto quasi tutti, respingendo le accuse. Hanno spiegato di non aver preso parte al pestaggio e di non essersi allontanati, anzi qualcuno di loro ha anche atteso l’intervento dell’ambulanza. Si sono difesi quattro dei cinque giovani arrestati per l’aggressione ad un ventinovenne avvenuta la notte tra sabato 20 e domenica 21 in via Garibaldi, “cuore” della movida cittadina. In carcere con la pesantissima accusa di tentato omicidio, sono stati sentiti dal gip Monia De Francesco che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare su richiesta del sostituto procuratore Alessia Giorgianni. A rispondere alle domande del gip sono stati Alessio Doddis, Giosuè Di Stefano, Luigi Bruno e Michele Leggio. L’unico che si è avvalso della facoltà di non rispondere è stato il diciannovenne Giovanni Tavilla. Alla presenza del suo difensore, l’avvocato Salvatore Silvestro, in questa fase ha preferito fare scena muta. 

Gli altri quattro giovani, accompagnati dai loro legali, gli avvocati Antonello Scordo, Nino Cacia, Daniela Garufi e Giovanni Caroè, in linea generale hanno respinto l’accusa di aver partecipato al pestaggio, qualcuno ha precisato di aver cercato i soccorsi e qualche altro ha chiarito  di non aver neanche partecipato alla rissa. L’avvocato Nino Cacia, difensore di Leggio, ha prodotto quattro verbali di investigazioni difensive di persone presenti all’interno del locale, che hanno scagionato il giovane.  Come sostiene l’avvocato davanti al gup, il suo assistito si è difeso dicendo di non aver avuto nessun ruolo nel pestaggio : “Ho addirittura atteso l’arrivo dei soccorsi e delle forze dell’ordine insieme ai miei amici (che sentiti dal difensore nell’ambito delle investigazioni difensive, hanno confermato). Non so le ragioni per le quali il giovane marocchino mi ha riconosciuto in foto, so soltanto che con questo fatto non c’entro nulla e sono pronto ad un confronto”.

 “Le giustificazioni del giovane – sostiene il difensore – sono apparse sincere, solide e lineari. Si è proceduto alla visione di uno stralcio di un filmato video dal quale si vede che – a differenza di altri soggetti trafelati e che scappano – Leggio passeggia con le mani nelle tasche assolutamente sereno e per nulla agitato”.

Starà adesso al gip De Francesco decidere sulle istanze di revoca della misura che sono state presentate.

 Ai cinque giovani i poliziotti della Squadra mobile sono arrivati attraverso le immagini di video sorveglianza della zona e le testimonianze delle vittime. Dalle indagini è emerso che il litigio si è consumato tra piazza Cairoli e la via Garibaldi. Tutto è iniziato con un diverbio per la fila per il bagno in un locale con un amico della vittima. Poi c’è stata un’altra fase a piazza Cairoli. Infine il pestaggio in via Garibaldi, dove il ventinovenne è stato accerchiato da una decina di persone e colpito a calci e pugni.  Un pestaggio violento: il giovane ha riportato un trauma cranico – facciale, fratture all’osso mascellare, al naso e di alcune costole.

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