MESSINA. Annullata la condanna per il vicesindaco e assessore all’Urbanistica del Comune di Messina Salvatore Mondello, ritenuto responsabile in primo grado e in appello di falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso degli avvocati Carlo Taormina e Giovanni Mannuccia, ha annullato infatti la sentenza della Corte d’Appello, rinviando gli atti ai giudici di Reggio Calabria, dove il processo dovrà essere nuovamente celebrato. Il vicesindaco deve rispondere di “falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico”, reato per cui è stato condannato in primo grado (nel 2015) e in appello (il 12 febbraio 2018) a due mesi di reclusione e al risarcimento del danno in favore di Palazzo Zanca.

Il caso riguarda la realizzazione di una mansarda a Zafferia e risale al 2012, quando l’attuale assessore si occupò del progetto e della direzione lavori per la realizzazione di un fabbricato artigianale-commerciale in contrada Carruba. Secondo l’accusa, nella perizia giurata sulla conformità urbanistica ed edilizia della costruzione, redatta per il rilascio del certificato di agibilità e abitabilità, Mondello avrebbe attestato falsamente che la costruzione era conforme al progetto approvato, “mentre i lavori realizzati erano parzialmente difformi rispetto al titolo abilitativo nella parte in cui erano stati realizzati un sottotetto impostato a quota 80 cm oltre l’ estradosso e un solaio di copertura del torrino scala coincidente con il colmo del sottotetto posto a 3,50 metri oltre la quota fissata di 12 metri”.

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