MESSINA. Contagi superiori alle 50 unità ogni centomila abitanti, sforamento del parametro dei ricoveri in terapia intensiva (10%) e in area medica (15%): secondo quanto previsto dal decreto legge 105 del 23 luglio 2021, la Sicilia dovrebbe essere in zona gialla da lunedi 23 (secondo molti addirittura erroneamente una settimana fa). Invece no. Cosa è successo?

E’ successo che il calcolo dei posti letto disponibili viene aggiornato ogni 24 ore da Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, che ha rilevato come martedi l’isola abbia sforato (seppure di poco) i due valori di terapia intensiva e area medica. Il ministero della Salute, però, calcola i dati non sulla base delle comunicazioni di Agenas, ma sul monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità, che i numeri li aggiorna solo una volta al mese.

La Sicilia martedi ha avuto un’incidenza settimanale dei contagi superiore a 50 ogni 100.000 abitanti (come anche la scorsa settimana), e un’occupazione dei posti letto  del 16,5 per cento e un’occupazione dei posti in terapia intensiva del 10,1 per cento (mentre la scorsa settimana questi valori erano rimasti al di sotto delle soglie che avrebbero fatto scattare la zona gialla), secondo Agenas. Non così secondo l’Istituto speriore di sanità, che pur confermando lo sforamento per contagi per abitanti e posti in area medica, ha indicato in 9,2 (quindi sotto la soglia “critica) l’occupazioned ei posti di terapia intensiva

La Sicilia passerà quindi in zona gialla, se i valori rimarranno questi (cosa possibile, anzi, è probabile un peggioramento), nella prima settimana di settembre, quando il ministero della Salute riceverà i dati aggiornati dell’Istituto superiore di sanità

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