PATTI. “Smantellare il canile lager di Patti e creare una struttura idonea”. E’ la petizione, anzi le petizioni, che da fine maggio girano sulla piattaforma change.org, e chiedono che sia messa fine alla devastante situazione del canile di Patti.

Perché sulla piattaforma di petizioni più grande del mondo, di richieste di chiusura per l’impianto della cittadina ai piedi dei Nebrodi ce ne sono ben due. La cosa curiosa è che nessuno dei due proponenti è di Patti: il primo, Rinaldo Sidoli (responsabile nazionale dei Verdi, settore Tutela e salute degli animali), è di Roma, l’altro, Maurizio Zuccon, di Bolzano.

“I volontari del canile di Patti, in provincia di Messina, sono esasperati e chiedono aiuto a chiunque li possa ascoltare – scrive Sidoli nella sua petizione – Stiamo parlando di una struttura dove centinaia di cani e gatti, taluni segregati in locali fatiscenti, sono costretti a vivere al buio e tra i loro escrementi, sono animali malati, denutriti, spesso legati con corte catene sotto il sole cocente e senza un riparo nei freddi inverni. Questa penosa realtà – continua l’esponente dei Verdi – non solo è una offesa al senso di civiltà di noi tutti, ma calpesta la dignità ed il diritto alla vita di povere creature maltrattate (Legge 20 luglio 2004, n.189), la cui unica colpa è quella di essere nati randagi, perché non vengono rispettate le norme vigenti sulla sterilizzazione obbligatoria (Legge Regionale 3 luglio 2000 n. 15). Non si possono vedere in un canile comunale creature senza acqua nelle ciotole e al posto del cibo le feci che coprono interamente anche le strette aree della struttura”.

La poposta di Sidoli, consultabile qui (mentre qui c’è quella di Zuccon) è diretta al sindaco di patti Mauro Aquino ed al comandante della polizia municipale: dal giorno della sua attivazione, due settimane fa, ha raggiunto già quasi ottomila sottoscrizioni.

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